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A sostenere la Fidelis anche un tifoso d'eccezione. Scamarcio: "Tifo Andria e giocavo mezzapunta, poi sono arrivate donne e sigarette".
domenica 18 gennaio 2015, 18:58Primo Piano
di Manuel Scalese
per Tuttopotenza.com

A sostenere la Fidelis anche un tifoso d'eccezione. Scamarcio: "Tifo Andria e giocavo mezzapunta, poi sono arrivate donne e sigarette".

A sostenere la Fidelis in quel di Francavilla sul Sinni anche un suo fedelissimo tifoso d'eccezione, anche oggi l'attore Riccardo Scamarcio era presente nelle gradinate del Nunzio Fittipaldi(vedi foto) ad incoraggiare la sua squadra nel fondamentale successo in rimonta ottenuto sugli uomini di mister Lazic. Scamarcio è un accanito supporters e quando può non esita a seguire i ragazzi di mister Favarin anche in trasferta, con il divo del cinema che rivela anche una succosa chicca: "Sono un tifoso sfegatato dell'Andria, la squadra della mia città. Mio padre mi portava ogni domenica allo stadio, anche in trasferta. Era l' occasione per fare una gita in un' Italia bella. In casa stavo fra gli ultrà. Ricordo giorni memorabili: la promozione in C-1, quella in B. Era la mia adolescenza, quando il coinvolgimento nelle cose era totale, e anche quando giocavo. Ho militato- continua l'attore pugliese - due anni nelle giovanili della Fidelis. Ero mezzapunta, correvo e sapevo far bene i cross. I miei riferimenti non erano i campioni, ma quelli di... Andria: Della Morte; il portiere Lupatelli; Amoruso; Olive, un grande centrocampista. L' idolo era Oberdan Biagioni, veniva dal Foggia di Zeman: bravo e carismatico. Poi però sono arrivate le distrazioni, le sigarette, le ragazzine: si esce la sera e il pallone viene dopo. Non avevo qualità alla Pirlo e soffrivo lo spogliatoio: nei vivai è dura sopravvivere, c' è il bullo che innesca un gioco a chi è più ignorante. Io stavo in disparte. Poi a 15-16 anni, fare casino nel gruppo dei tifosi ti dava brividi e adrenalina. In casa contro il Catania, ci furono scontri pazzeschi. Ero un ragazzino curioso, fui attratto dalla guerriglia. Mio padre aveva visto la partita in tribuna, mi aspettava fuori, ma non lo raggiunsi. Evitai gli scontri, ma quando tornai a casa presi un sacco di botte".

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