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tmw / potenza / Primo Piano
In Lega Pro ancora in rete un portiere....
mercoledì 21 gennaio 2015, 09:15Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Gianlucadimarzio.com

In Lega Pro ancora in rete un portiere....

Dopo Iannarilli del Gubbio Domenica scorsa è andato in rete Rossi della Lupa Roma

Pareggiare all’ultimo secondo può capitare. Che lo faccia un portiere è un po’ più difficile.Francesco Rossi non ci ha pensato due volte: è salito in area per dare una mano ai compagni e si è ritrovato sommerso da urla e abbracci. Mentre l’arbitro fischia la fine ancora cerca di capire cosa è successo. E’ entrato in rete il gol del 2-2 tra Lupa Roma e Messina al Quinto Ricci di Aprilia. Un sigillo importante, un punto conquistato grazie a chi proprio non se l’aspettava. Così il portiere dei romani, Francesco Rossi, spiega a GianlucaDiMarzio.com i momenti finali vissuti in area avversaria: “Sono salito sul calcio d’angolo, erano gli ultimi minuti – spiega Rossi –Non mi ha marcato nessuno, ho deciso di andare in area più che altro per fare numero in modo da creare più spazio ai miei compagni. Alla fine però la palla è arrivata a me e sono staccato bene. Ero sul primo palo e ho incrociato di testa: il pallone è andato in rete sbattendo sulla riga. L’esultanza? Una gioia incredibile, non stavo capendo cosa stesse succedendo. Ho iniziato a correre verso i compagni della panchina e mi sono saltati tutti sopra. E’ stata un’emozione forte ma allo stesso tempo strana perché non mi è capitato mai di segnare”.

L’esempio più famoso è quello di Toldo, in quell’Inter-Juve di qualche anno fa. E i compagni qualcosa avevano intuito in allenamento: “E’ vero, mi dicono che gli assomiglio fisicamente – svela Rossi – Anche lui ha segnato, ora abbiamo qualcosa in comune”. La voglia di rendersi utile anche senza poter prendere il pallone con le mani. Capita che il portiere possa salire in area. Più raro è che riesca ad incidere in veste di centravanti. “Ho chiesto spontaneamente al mister di salire. Sapevo che avevamo dato tutto. Abbiamo preso due pali e subito due gol nel nostro miglior momento. Ci stava andando male, una situazione surreale. Volevo dare una mano alla squadra ma non mi immaginavo di far gol. Magari non mi ricapiterà più però sono molto contento perché era una partita importante. Meritavamo di vincere ma la stavamo perdendo. L’ho fatto solo per liberare qualche mio compagno. Non ho l’indole da attaccante, ho sempre fatto il portiere da quando avevo sei anni”.

Cresciuto nell’Atalanta, Francesco è ancora di proprietà della società bergamasca e cerca la giusta continuità per ritornare dagli anni in prestito con tanta esperienza in più: “Sono cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta – racconta l’estremo difensore della Lupa Roma – ho fatto tutta la trafila lì a Bergamo. Poi alla Lumezzane, sei mesi per ambientarmi ai ritmi della Lega Pro uscendo dalla Primavera. Dopo sono andato a Cuneo e mi sono trovato bene. Abbiamo vinto il campionato in C2 andando nella categoria superiore. L’anno dopo siamo retrocessi ai playout però è stata un’esperienza positiva dal punto di vista personale. Mi è servito molto per crescere. Poi l’anno scorso a Pavia mi sono infortunato alla spalla e sono venuto qui alla Lupa Roma. Nel ritiro estivo ancora non ero al massimo però ora sono ripartito e il mister mi sta dando continuità. Qui si sta bene, c’è un progetto importante. Sono contento, ho giocato sedici partite da titolare. Ora cerchiamo di tirarci fuori con i risultati da un momento poco brillante”. Dopo tan

Pareggiare all’ultimo secondo può capitare. Che lo faccia un portiere è un po’ più difficile.Francesco Rossi non ci ha pensato due volte: è salito in area per dare una mano ai compagni e si è ritrovato sommerso da urla e abbracci. Mentre l’arbitro fischia la fine ancora cerca di capire cosa è successo. E’ entrato in rete il gol del 2-2 tra Lupa Roma e Messina al Quinto Ricci di Aprilia. Un sigillo importante, un punto conquistato grazie a chi proprio non se l’aspettava. Così il portiere dei romani, Francesco Rossi, spiega a GianlucaDiMarzio.com i momenti finali vissuti in area avversaria: “Sono salito sul calcio d’angolo, erano gli ultimi minuti – spiega Rossi –Non mi ha marcato nessuno, ho deciso di andare in area più che altro per fare numero in modo da creare più spazio ai miei compagni. Alla fine però la palla è arrivata a me e sono staccato bene. Ero sul primo palo e ho incrociato di testa: il pallone è andato in rete sbattendo sulla riga. L’esultanza? Una gioia incredibile, non stavo capendo cosa stesse succedendo. Ho iniziato a correre verso i compagni della panchina e mi sono saltati tutti sopra. E’ stata un’emozione forte ma allo stesso tempo strana perché non mi è capitato mai di segnare”.

L’esempio più famoso è quello di Toldo, in quell’Inter-Juve di qualche anno fa. E i compagni qualcosa avevano intuito in allenamento: “E’ vero, mi dicono che gli assomiglio fisicamente – svela Rossi – Anche lui ha segnato, ora abbiamo qualcosa in comune”. La voglia di rendersi utile anche senza poter prendere il pallone con le mani. Capita che il portiere possa salire in area. Più raro è che riesca ad incidere in veste di centravanti. “Ho chiesto spontaneamente al mister di salire. Sapevo che avevamo dato tutto. Abbiamo preso due pali e subito due gol nel nostro miglior momento. Ci stava andando male, una situazione surreale. Volevo dare una mano alla squadra ma non mi immaginavo di far gol. Magari non mi ricapiterà più però sono molto contento perché era una partita importante. Meritavamo di vincere ma la stavamo perdendo. L’ho fatto solo per liberare qualche mio compagno. Non ho l’indole da attaccante, ho sempre fatto il portiere da quando avevo sei anni”.

Cresciuto nell’Atalanta, Francesco è ancora di proprietà della società bergamasca e cerca la giusta continuità per ritornare dagli anni in prestito con tanta esperienza in più: “Sono cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta – racconta l’estremo difensore della Lupa Roma – ho fatto tutta la trafila lì a Bergamo. Poi alla Lumezzane, sei mesi per ambientarmi ai ritmi della Lega Pro uscendo dalla Primavera. Dopo sono andato a Cuneo e mi sono trovato bene. Abbiamo vinto il campionato in C2 andando nella categoria superiore. L’anno dopo siamo retrocessi ai playout però è stata un’esperienza positiva dal punto di vista personale. Mi è servito molto per crescere. Poi l’anno scorso a Pavia mi sono infortunato alla spalla e sono venuto qui alla Lupa Roma. Nel ritiro estivo ancora non ero al massimo però ora sono ripartito e il mister mi sta dando continuità. Qui si sta bene, c’è un progetto importante. Sono contento, ho giocato sedici partite da titolare. Ora cerchiamo di tirarci fuori con i risultati da un momento poco brillante”. Dopo tante presenze tra i pali arriva anche il primo gol. Difficile dire che sia il primo di una lunga serie. Sicuro però che a Francesco Rossi questo gol resterà impresso per sempre.te presenze tra i pali arriva anche il primo gol. Difficile dire che sia il primo di una lunga serie. Sicuro però che a Francesco Rossi questo gol resterà impresso per sempre.

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