Notaristefani a tutto campo, il Presidente rossoblu a 360°.
Il vecchio leone è tornato a ruggire stazionando nelle zone nobili di classifica, dopo anni di un letargo indotto che ha fatto cadere nel sortilegio anche migliaia di tifosi rossoblu. Ad infrangere così l’incantesimo ci ha pensato il commercialista pugliese Maurizio Notaristafani, che con la bontà del suo progetto e la gestione oculata della società ha destato il vecchio predatore riportandolo al vertice della catena alimentare. Il primo tifoso fa il punto dell’avventura potentina, svariando sui vari temi che hanno scandito questa metà di stagione:
Cosa si prova a vedere il Potenza secondo in classifica?
“Tanta soddisfazione per me e per tutti i membri dello staff. Soprattutto per i tifosi, riavvicinatisi in massa”.
Si aspettava questa posizione?
“Non questa posizione, ma con l’organico costruito e l’allenatore preso eravamo convinti di ritrovarci tra i primi cinque”.
Come giudica il lavoro svolto dalla dirigenza?
“Sono soddistatto. Nonostante io sia a 200km di distanza, non si sente per nulla la mia mancanza”.
Il lavoro dello staff tecnico?
“Eccellente. Dire qualcosa in più sminuirebbe il valore di quanto realizzato fin ora”.
Quale tra gli over l’ha colpito di più?
“Nessuno in particolare, sono tutti degli ottimi professionisti sotto tutti gli aspetti. Anche calciatori che hanno calcato campi importanti, si mettono a disposizione degli under come fossero gli ultimi arrivati”.
Tra gli under?
“Sono tutti una piacevole sorpresa. Quelli che consideriamo titolari sembrano giocatori già pronti per disputare campionati importanti e questo non può far altro che piacere”.
Nonostante l’eccelsa stagione ha qualche piccolo rimpianto?
“Non essere riuscito a portare in città quei due calciatori che a dicembre ci avevano dato in un primo momento la loro disponibilità e che poi sono venuti meno. Mi auguro che siano loro poi a pentirsi di non aver scelto Potenza”.
Il mercato poteva essere gestito meglio?
“Alla fine siamo soddisfatti del lavoro svolto, chiaramente bisognerà apprendere anche dagli errori commessi”.
Siete riusciti a fare un calcio di alto livello senza spendere budget stratosferici. Qual è il segreto della ricetta?
“Non c’è alcun segreto, c’è soltanto tanto lavoro e la fortuna di disporre delle qualità di tanti professionisti, tra i quali un allenatore di categoria superiore come Giacomarro e un direttore sportivo come Chiaradia, non di certo alla prima esperienza nel costruire organici”.
Il suo parere sul caso d’Agostino?
“Al momento non ci sono novità. Io dico di vincere tutte le partite e fare i conti a maggio. Se poi l’Andria dovesse continuare così tanto di cappello. Mi auguro che loro possano incappare in qualche passo falso, ma ribadisco che è importante guardare in casa nostra”.
Sull’eventuale squalifica di Palumbo?
“In stand-by, non trapela nulla. Parlando con Chiacchio il tutto si dovrebbe delineare intorno a metà marzo. Il numero di giocatori coinvolti è notevole e mi auguro che la federazione sia clemente, anche perché verranno già puniti dal punto di vista fiscale e mi sembrerebbe un esagerazione sanzionarli due volte”.
Con gli ingressi di Genovese e Ferrara si rinforza l’obiettivo promozione?
“Si e non ci fermeremo lì. Fa piacere che il ghiaccio si sia sciolto, ho anche altri contatti sia a Potenza, vicini a Ferrara, sia fuori regione, con imprenditori pugliesi che visto i risultati ottenuti vorrebbero avvicinarsi. L’anno venturo, nel momento in cui costituiremo la società, avremo un organigramma più solido e più forte”.
Lei dichiarò che gli imprenditori potentini “erano affacciati alla finestra”, si riferiva anche a D’Onofrio?
“Mi riferivo a tutti coloro che erano li a guardare come si sarebbe evoluta la società. Con Geny ci siamo fatti soltanto una chiacchierata davanti ad un caffè, sicuramente è una persona esperta di calcio viste le sue passate esperienze”.
Un futuro ingresso in società di D’Onofrio è da escludere?
“Al momento lo escludo perché lui non né ha manifestato la volontà. Quando, eventualmente, accadrà ne andremo a discutere, ma al momento lui non mi ha chiesto nulla”.
I tifosi del Potenza potranno contare su un progetto a lunga scadenza?
“Vorrei allontanare la parola fallimento da questa società. Il fallimento si verifica quando si fanno le cose in maniera spregiudicata senta tener conto di costi e ricavi. Noi ci basiamo su una sana gestione economica perché non ha senso spendere e spandere per una stagione per poi non riuscire a pagare l’iscrizione per quella successiva. Vorrei essere ricordato dalla piazza come una persona che ha fatto le cose per bene, senza illudere nessuno”.
Quanto è contato l’apporto dei tifosi?
“Tanto. Se fossimo venuti a Potenza per giocare davanti a 500 spettatori, non avremmo di certo intrapreso questo investimento. Questa squadra ha storia e tradizione, quindi non può far altro che piacere essere entrato a far parte di questa famiglia”.
Domenica nessun petardo esploso, ma anche poca affluenza. Cosa ne pensa?
“Dal punto di vista comportamentale sono soddisfatto dei tifosi, anche se dovrebbe essere così tutte le domeniche. Per l’affluenza mi sarei aspettato qualcosa in più, anche alla luce dei danni subiti dall’ammenda inflitta e dal compenso di Chiacchio. Mi dicono che ha inciso il freddo, ma il vero tifoso non si ferma davanti alle rigide temperature”.
Cosa si sente di dire ai tifosi?
“Di starci il più vicino possibile e di non sottovalutare le gare che sulla carta possono sembrare semplici. E’ in queste situazioni che serve l’apporto dei tifosi, il pubblico è il dodicesimo uomo in campo, se non l’elemento più importante”.


