Clamoroso ma non troppo... la Vibonese dovrà giocare in serie D...
Cornuta e beffata. La Vibonese non ritrova la serie C neanche dal Tar del Lazio e dunque, molto probabilmente, sarà costretta a disputare il campionato di serie D.
L'ultima chance è quella di ripartire con il processo sportivo dal primo grado, ma i tempi si dilaterebbero all'infinito.
Si compie una palese ingiustizia, con la squadra che non viene riammessa nonostante la palese irregolarità della posizione dell'Acr Messina, che non aveva titolo a prendere parte al campionato di Lega Pro.
Il club deve peraltro pagare le spese legali a Figc e Lega Pro, quantificabili in 500 euro.Domenica la Vibonese dovrà affrontare in un inaspettato derby calabrese (valido per il girone I) la Cittanovese.
Ma la Vibonese non si arrende. Dopo che il TAR del Lazio ha respinto la richiesta della sospensiva della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni, il club, per bocca del suo massimo dirigente Caffo, ha annunciato che proseguirà la sua battaglia per riavere la serie C:
“Andremo avanti fino a quando sarà fatta Giustizia. Percorreremo tutte le strade: amministrative, sportive e ordinarie. Anche penali se necessario. La questione incomprensibile di questa vicenda è che Federazione e Lega Pro si sono rifiutate di eseguire un provvedimento della Corte Federale D’Appello, esecutivo secondo le norme sportive, che aveva accertato che Messina aveva giocato fino a fine campionato senza fideiussione.
Ci chiediamo perché ? Qualcuno ci spieghi perché per la prima volta nella storia il Presidente Federale e la Lega Pro hanno impugnato un provvedimento del massimo organo di giustizia della Federazione. Per la prima volta una società si trova come avversari la propria Federazione e la Lega di appartenenza in un caso dove avrebbe dovuto averle come alleate. Andremo fino in fondo per aver delle risposte alle nostre domande! Qualcuno prima o poi ci dovrà delle spiegazioni".


