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"Mercoledì si decide sulla ripartenza, il protocollo FIGC inviato al Governo", ecco i dettagli del piano per la ATUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
domenica 19 aprile 2020, 11:25Le notizie
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

"Mercoledì si decide sulla ripartenza, il protocollo FIGC inviato al Governo", ecco i dettagli del piano per la A

Mentre la serie C chiede, di fatto, di fermarsi, la serie A tenta una ripartenza, seppur a giugno. Su Gazzetta dello Sport le ultime in merito ai movimenti in corso tra le parti per mettere a punto il ritorno in campo.

"Mercoledì si decide sulla ripartenza, il protocollo FIGC inviato al Governo", scrive il quotidiano sportivo.

"Mercoledì è il giorno decisivo per la ripresa del calcio. Ieri, la mail con il protocollo per la ripartenza degli allenamenti è arrivata al ministro della salute, Roberto Speranza, e a quello dello sport, Vincenzo Spadafora. Che ha convocato un super vertice per mercoledì. Ci sarà, in videoconferenza, tutto il mondo del calcio: con il presidente federale Gabriele Gravina interverranno i presidenti di Lega A, Lega B, Lega Pro, Lnd, e quelli delle associazioni di calciatori, allenatori, e arbitri, una delegazione della commissione medica Figc guidata dal professor Paolo Zeppilli. E ci saranno anche gli scienziati, super esperti del coronavirus, che hanno partecipato alla stesura del documento.

Le date

Ci saranno due aspetti prima di tutti gli altri da affrontare. Il primo: l’itinerario della ripresa. Il secondo: le date. Il protocollo, infatti, non parla di 4 maggio. Dice il primo giorno si fa questo, il secondo quest’altro, dopo sette giorni quest’altro ancora. È chiaro che in quella sede si dovrà trarre un’indicazione definitiva. Anche perché a quel punto l’orientamento del governo sul complesso delle ripartenze nei vari settori sarà presumibilmente definito. Il calcio ci arriverà poco tempo dopo il direttivo dell’Assocalciatori (lunedì) e l’assemblea della Lega A (martedì) con la ripresa degli allenamenti nell’ordine del giorno (ma fra i club si parlerà soprattutto di diritti tv).

Le partite

Il protocollo fa riferimento alla fase 2, ma non alla fase 3. Cioè allenamenti sì, partite non ancora. Ma è chiaro che nell’incontro si guarderà almeno con una prima discussione a una possibile tabella di marcia verso la ripresa dell’attività. Il nuovo Dpcm dichiarerà ancora il divieto di eventi, anche a porte chiuse, ma la ripresa degli allenamenti è chiaramente funzionale all’ipotesi di ricominciare, magari il 27-28 maggio con le semifinali di coppa Italia.

Condivisione

È possibile che il super vertice convocato da Spadafora abbia anche un’altra motivazione. Organizzare la discussione dentro e fuori il mondo del calcio per evitare qualche dichiarazione-fuga in ordine sparso in un quadro già sotto scacco della tragica emergenza coronavirus. Un approccio condiviso che vincoli tutti alle indicazioni prese senza cominciare lo stillicidio delle prese di posizione individuali di scienziati, presidenti o dirigenti.

Protocollo inviato

Il protocollo è stato inviato persino in anticipo rispetto ai tempi previsti. Si era pensato che potesse essere spedito la prossima settimana. Ma gli orientamenti erano maturati e mancavano soltanto i dettagli del giorno per giorno che Zeppilli ha «raffinato» nelle ultime ore. Il cuore del protocollo resta il «raduno permanente» in un «luogo chiuso» (con un corridoio protetto a parte per fornitori e personale extra). Un modello che coinvolgerà non solo calciatori e tecnici, ma tutto il «gruppo squadra». L’obiettivo è quello di costruire un gruppo «negativizzato» per limitare ogni rischio di contagio.

Tamponi

Lo screening iniziale, con i relativi esami, potrebbe anche cominciare prima del 4 maggio, le sanificazioni sono invece già consentite. I club dovrebbero effettuare all’inizio due esami del tampone, a distanza di un giorno, per tutti i membri del «gruppo squadra». Ed è chiaro che qui, sulla disponibilità dei test, bisognerà avere un via libera del sistema sanitario perché altrimenti ci sarebbe il rischio di un trattamento diverso dei calciatori rispetto agli altri cittadini.

5 sostituzioni

A screening avvenuto, a quel punto si partirebbe con la ripresa degli allenamenti e solo dopo con le partite. Partite che si susseguirebbero a distanza molto ravvicinata visto che ci sono ancora 12 turni (più quattro recuperi) di serie A da giocare. E proprio per attenuare i rischi di un impegno troppo gravoso per i calciatori, ieri Renzo Ulivieri ha proposto i 5 cambi per partita (in tre pause). «Ci sembra una soluzione logica e oltretutto già praticata in serie C femminile», ha detto il presidente dell’Assoallenatori a Punto Nuovo Sport Show.

Centro sud

L’ultimo dubbio riguarda la «geografia» del campionato in ripartenza. L’ipotesi di una ripresa concentrata nel centro sud, ventilata venerdì da Walter Ricciardi (consigliere del ministro Speranza per il coronavirus e uno degli scienziati che ha lavorato con la commissione medica della Figc), è un altro dei punti interrogativi sullo scenario del riavvio della macchina della serie A. Che avverrà in ogni caso a porte chiuse.