"Almeno 1400 tamponi in serie A per ripartire": ma è giusto?
La serie A spinge per ripartire, mercoledì è in programma la videoconferenza tra il ministro dello sport e le componenti federali, mentre si parla dei numeri per rispettare il protocollo sanitario predisposto dalla commissione medica della FIGC.
Secondo Repubblica dovrebbero essere 1400 i tamponi da effettuare a calciatori, tecnici, arbitri e altri componenti che gravitano attorno alle squadre prima del via degli allenamenti delle 20 di massima serie. Il problema è: dove trovarli? Ma sopratutto: perché ai calciatori di serie A i tamponi si fanno e alla gente comune no?
In Italia, alla data del 19 aprile, sono stati effettuati 1356541 tamponi (dati Ministero della Sanità), ma non è detto che il numero precedentemente citato corrisponda ai soggetti sottoposti a screening, anzi certamente è così. Dunque, su un totale di 60 milioni circa di abitanti, solo una minima percentuale è stata sottoposta a controllo.
La ripartenza della serie A significa, probabilmente, la salvezza di qualche club, del movimento calcistico (che frutta svariati milioni alle casse dell'Erario, giusto sottolinearlo) e anche qualche ora di svago dai giorni maledetti che stiamo vivendo, ma moralmente romperebbe qualche regola del democratico accesso alle cure.


