Gazzetta dello Sport: "Formula Italia via Imola, in F1 dopo 14 anni: tre GP in casa nostra"
"Formula Italia via Imola, in F1 dopo 14 anni: tre GP in casa nostra", scrive oggi Gazzetta dello Sport
"L’attesa è durata quattordici anni. Un tempo infinito, per una terra affamata di motori come l’Emilia-Romagna, patria di Enzo Ferrari e delle rosse di Maranello. Ma il ritorno della Formula 1 a Imola adesso è una realtà. Il gran premio, che prenderà il nome della Regione, è stato inserito in calendario il primo novembre. Subito dopo la gara del Nurburgring (9-11 ottobre) e quella di Portimao (23-25 ottobre), circuito portoghese dove la massima serie non ha mai corso. È una stagione piena di novità, per l’emergenza coronavirus che ha stravolto i programmi, costringendo Liberty Media a cercare sbocchi nelle nazioni europee in grado di ospitare gli eventi sportivi. E così l’Italia è diventata caput mundi , visto che ospiterà per la prima volta tre GP, considerando anche Monza (6 settembre) e quello della Toscana al Mugello (13 settembre), sulla pista di proprietà del Cavallino.
La pandemia, oltre che tanti disastri, ha creato anche qualche opportunità. E Imola è stata brava a coglierla, per la gioia della Motor Valley e dei dieci grandi marchi di motori che la popolano. Era un’impresa quasi impossibile, soprattutto in una situazione di “normalità”, ma i vertici dell’autodromo e le istituzioni locali hanno sorretto la candidatura con tenacia e argomenti validi, centrando l’obiettivo. «Non è stato facile superare alcune problematiche che ci sono state poste dalla Formula 1, anche riguardo agli standard sanitari da rispettare — spiega Uberto Selvatico Estense, presidente della la società di gestione Formula Imola, che ha condotto la trattativa con Liberty — Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la visita di Michael Masi, l’ispettore Fia, che si è complimentato per il livello tecnico dell’impianto, definendolo superiore alle sue aspettative per infrastrutture e sicurezza. Fra l’altro abbiamo ampliato la via di fuga alla curva Villeneuve (dove nel 1994 ci fu il tragico incidente di Roland Ratzenberger; n.d.r.). Il gran premio, per ora, è un unicum . Ma vogliamo immaginare che possa ripetersi anche nei prossimi anni. Ne abbiamo già parlato con Liberty. Se faremo bella figura...».
Il format della manifestazione sarà concentrato in due giorni: prove libere e qualifiche al sabato, la gara di domenica. È un esperimento a cui Liberty tiene per il futuro, nell’ottica della riduzione dei costi, e sarà posto in essere per la prima volta proprio al GP dell’Emilia Romagna. «È stata un’occasione unica, da cogliere al volo — dice il presidente della Regione, Stefano Bonaccini — La Formula 1, come seguito, vale i Mondiali di calcio. Una scommessa che facciamo in un momento difficile per l’economia. C’è inoltre la possibilità concreta che, fra tre-quattro anni, ospiteremo anche la partenza del Tour de France di ciclismo. Lo sport, assieme alla musica, è il principale strumento di promozione per il nostro territorio». Liberty ha chiesto un piano di sostenibilità economica, fornito dagli organizzatori e dal Con.Ami, il consorzio azienda multiservizi comunale, presieduto da Fabio Bacchilega. È stato fondamentale, come nel caso del Mugello, l’impegno finanziario della Regione Emilia-Romagna. «Abbiamo dato un contributo importante, nell’ordine di un milione di euro, ma riteniamo che il rapporto costi-benefici sia assolutamente favorevole, anche se l’evento si svolgerà senza pubblico — spiega l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini — Ci sono già state richieste di prenotazioni per duemila camere d’albergo. E va considerato il valore economico della comunicazione legato a una manifestazione internazionale di questo genere». E Bonaccini aggiunge: «Avremo solo spese organizzative». Nel senso che Liberty quest’anno ha rinunciato ai diritti per l’assegnazione dei GP, una cifra fra 20 e 30 milioni di dollari per le gare in Europa.
Peccato solo che i tifosi non possano riempire tribune e prati del circuito sul Santerno come è successo dal 1980 (anno della prima edizione, intitolata GP d’Italia per l’indisponibilità di Monza) al 2006. «Ma abbiamo fiducia che qualcuno possa entrare a vedere la gara dal vivo, essendo all’aperto, con l’assegnazione di posti nominali e nel rispetto delle distanze — rivela Bonaccini — Dovremo discuterne con la Formula 1 e le autorità. Io ho già previsto un’ordinanza di deroga per superare il limite massimo di mille spettatori previsto dal decreto governativo. Ci stiamo lavorando anche per i due gran premi del Motomondiale a Misano (13 e 20 settembre; n.d.r.)». L’ultimo ricordo è un pubblico in delirio per il trionfo di Michael Schumacher sulla Ferrari, davanti alla Renault di Fernando Alonso, al termine di un duello senza respiro nel 2006. Ma l’epopea di Imola, la pista voluta nel Mondiale da Enzo Ferrari e intitolata a lui e a suo figlio Dino, ha attraversato gli anni della “febbre Villeneuve”, quelli dei duelli fra Senna e Prost, e tutta la saga ferrarista del quinquennio dominato da Schumi. Dopo l’edizione tragica del 1994, in cui persero la vita Ratzenberger e Senna, il tracciato era stato modificato con una chicane al posto della velocissima curva del Tamburello. Nel 2007 sarebbero stati necessari altri interventi alle infrastrutture, oltre al rifacimento della pista su disegno di Hermann Tilke con l’eliminazione della Variante Bassa, e Imola rimase fuori dal calendario. Sparendo poi dal radar di Ecclestone, anche per ragioni finanziarie, con il fallimento prima della Sagis e poi di Formula Imola. La svolta degli ultimi anni però ha portato frutti. Adesso, per esultare, manca solo... la Ferrari", si legge


