SERIE B, "Retrocessioni, non si cambia: si scende a tre dopo la riforma"
"Retrocessioni, non si cambia: si scende a tre dopo la riforma", scrive Gazzetta dello Sport nelle pagine nazionali, in merito all'Assemblea della Lega B.
Nel dettaglio si legge:
"Si resta come si era partiti. Senza Var e con le quattro retrocessioni. Anche stavolta l’Assemblea della Lega B, convocata d’urgenza, ha dovuto constatare un rinvio a una sua proposta. Non è una sconfitta, comunque: sono state gettate le basi per il futuro. Se l’introduzione della Var a partire dal ritorno - annunciata forse con eccessivo trionfalismo - ha trovato uno stop dall’Aia per le problematiche contingenti relative alla scolarizzazione degli arbitri (la tecnologia ci sarà ancora nei playoff e playout e poi, si spera dalla prossima stagione), il cambio di format con solo tre retrocessioni dovrebbe essere attivato dalla prossima stagione, non adesso (in modo consentito ma poco elegante) a campionato in corso.
La precedente Assemblea aveva votato per chiedere al Consiglio federale di modificare subito il meccanismo delle retrocessioni. Le società di B ritengono un unicum a livello europeo un turnover di 7 squadre su 20 ogni stagione, con più retrocessioni che promozioni; da qui la richiesta di pareggiarle, per diventare a questo punto un unicum in Italia, visto che nessun campionato prevede lo stesso numero di promosse e retrocesse. Ma tant’è. Nel finale dell’ultimo Consiglio federale il presidente Mauro Balata aveva spiegato il progetto, che il collega Francesco Ghirelli della Lega Pro non aveva visto di buon occhio, e la Figc in quella sede aveva risposto che quella modifica regolamentare sarebbe stata inserita nella prossima riforma dei campionati. Tempi lunghi quindi per arrivare ad avere, sotto alla Serie B a 20 squadre (numero certificato anche dall’Assemblea di ieri), due soli gironi di Serie C da 20 che a quel punto potrebbero produrre solo 3 promozioni a fronte, appunto, delle 3 retrocessioni dalla Serie B. Altrimenti, confermando le 4 promozioni dalla C, l’organico della B aumenterebbe giocoforza di una unità a stagione. Ma quando si potrà arrivare alla riforma, che Gabriele Gravina aveva inserito nel suo programma elettorale del 2018 e che il Covid la scorsa primavera aveva bloccato agli albori? La Lega B scrive che si cambierà il format dalla stagione 2021-22: la speranza è che allora la strada della riforma (che non è solo una questione legata al numero di squadre, sia chiaro) sarà tracciata, quindi non resta che aspettare.
L’altra grande novità di questa Assemblea è stata l’apertura al dialogo da parte della cordata diventata socia al 10% della Lega A in una newco per la commercializzazione dei diritti tv. Il fondo britannico Cvc, gli americani di Advent e gli italiani di Fsi investiranno circa 1,6 miliardi: un contributo (molto più ridotto, ovvio) anche per la B sarebbe una manna dal cielo. «E’ un passaggio storico per la crescita del nostro prodotto - ha detto Balata - e il riconoscimento da parte del mercato di un contenuto considerato di grande appeal per quello che io definisco il più bel campionato del mondo per equilibrio, emozioni e passione trasmessa dai territori»".


