Reggina, il toto allenatori dai mille nomi, il candidato Ginestra: "Fondamentale scegliere prima il tecnico e poi i giocatori. Senza allenatore il 6 luglio..."
Nel complesso toto allenatori della Reggina, con i mille nomi spesi, c'è anche quello di Ciro Ginestra, che ha vinto il campionato di D alla guida del..Guidonia (pardon per il gioco di parole). Proprio sotto la gestione Lotito a Salerno ha avuto modo di iniziare la sua carriera da tecnico. In C ha guidato Bisceglie, Casertana, Fidelis Andria e lo stesso Guidonia.
Il tecnico ha parlato ai microfoni di tmw radio e ha parlato di tanti aspetti interessanti attorno alla costruzione di una squadra di calcio, che sia A o D:
"Ho avuto tanti contatti. Non c'è stata mai, però, la sensazione che potesse accadere magari qualcosa per andare a lavorare, quindi, aspetto. Ho avuto contatti con una società di D importante, vedremo come tutto si evolverà. È naturale che per me lavorare è una cosa seria, credo fortemente nell'organizzazione, credo fortemente nelle società dove si lavora in maniera seria, perché vengono fuori anche poi i valori sia sportivi che umani dell'allenatore e dei giocatori".
Aggiunge Ginestra: "Io credo che il calcio, al di là dell'aspetto societario, al di là dei calciatori, debba avere un'organizzazione per far funzionare le cose in maniera giusta. Perché poi sei al 6 di luglio e non hai neanche organizzato il ritiro diventa tutto più complicato, e poi chi paga è sempre magari l'allenatore, che perde due partite e viene mandato a casa".
Aspetto importante sottolineato dal tecnico campano: "È naturale che prima di scegliere dei calciatori bisogna scegliere l'allenatore, e in base a questo poi pian piano cresce tutto quello che è una squadra: non si tratta di nomi, ma di caratteristiche. Si parte dalle basi: il direttore e l'allenatore che parlano in un modo giusto per quanto riguarda la costruzione della squadra, il sistema di gioco, la funzionalità e i giocatori che devono avere a disposizione, e poi da lì tutto cresce, tutto nasce. Invece a volte si prendono prima i giocatori, poi gli allenatori: per questo motivo a volte diventa difficile anche per l'allenatore andare a lavorare. Il calcio, per me, va organizzato. Ci devono essere delle scale gerarchiche: presidente, vicepresidente, direttore generale, direttore sportivo, allenatore e sotto i calciatori. Poi ovviamente il calcio è imprevedibile come tutti gli sport: non sempre vince chi è organizzato, non sempre vince chi spende, non sempre vince chi nasce e parte per vincere".


