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Serie B, Ducci (dg Ascoli): "Salary cap e plusvalenze, la nostra politica"TUTTOmercatoWEB
© foto di TuttoSalernitana.com
mercoledì 26 maggio 2021, 16:20Spazio Serie B
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

Serie B, Ducci (dg Ascoli): "Salary cap e plusvalenze, la nostra politica"

Interessante intervista a Passione Ascoli, il magazine ufficiale del club marchigiano, al dg Ducci, che ha parlato della politica del club, che può certamente essere valida per molte formazioni cadette:

"L’Ascoli si deve autofinanziare attraverso le plusvalenze, un discorso iniziato quest’anno e che può dare frutti non prima di due o tre anni. Quest’anno si sono gettate le basi, è stato l’anno zero. Ora c’è una base da cui si può ripartite e che va ampliata e consolidata. Per fare la politica delle plusvalenze bisogna avere equilibrio, soprattutto nei momenti difficili. A inizio anno condivisi con Pulcinelli questo pensiero e devo dire che è stato fatto un lavoro grandissimo di team senza il quale non si sarebbe potuto raggiungere l’obiettivo. Oggi la società è efficiente, con figure e ruoli professionali ben definiti, una startup. Sicuramente si può migliorare, ma la base è stata tracciata".

Sul tema del salary cap: "Il problema non sono i campioni, ci sta pagare tanto uno come Mbappé o Cristiano Ronaldo, ma se questo deve elevare il salario medio degli altri calciatori non va bene perché a sballare è tutto il sistema. Bisogna bilanciare i costi in base alle entrate. Il calcio in questo non ha un pensiero ancora evoluto, queste cose sono state applicate solo negli Stati Uniti, il salary cap c’è nell’NBA ad esempio; lì è possibile effettuare un taglio, le tutele sono minori, ma il taglio è possibile. Ho vissuto l’esperienza della Premier League, che è un esempio per tutti. La Championship, l’equivalente della Serie B, ha tre categorie di differenza col campionato cadetto italiano. Mi spiego meglio: nella Premier una squadra che sale dalla Championship può uscirne indenne salvandosi. In Italia chi viene promosso in A ha un gap troppo grande con le squadre di massima serie e, a parte rare eccezioni, retrocede subito. Per un club piccolo è difficile se non impossibile rimanere a lungo nel massimo livello".