L'angolo dei tifosi, Reggina, spazio al mercato: le vostre mail
La Reggina si prepara per la ripresa del campionato di B, ma intanto la società lavora sul mercato per accontentare Inzaghi.
Cosa ne pensate del girone d'andata degli amaranto e sulle prospettive della seconda parte di torneo? Quali reparti vanno rafforzati e chi potrebbe essere funzionale al progetto di Inzaghi?
Dite la vostra, scrivete alla mail tuttoreggina@libero.it.
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Carissimi Tutti
per Contini sembra ormai cosa fatta, almeno questa è la notizia che continua a circolare, sempre con più insistenza.
Contini è un buon portiere come lo è Ravaglia e Colombi che hanno difeso, pur senza infamia e senza lode, la porta della squadra risultata seconda al giro di boa.
Ovviamente siamo tutti consapevoli (come lo è la dirigenza) che Contini non è Sirigu, Berisha, Cragno, Leali e neanche Nicolas ed in quest’ultimo caso sbaglierebbero – se l’arrivo di Contini, ma appare improbabile, saltasse - i miei sodali di tifo ad osteggiare un suo possibile ritorno perchè farebbero invece meglio a ricordare le cose straordinarie che due anni fa ha fatto Nicolas tra i nostri pali, e che poi l’anno scorso ha ribadito a Pisa che ha mancato la serie A solo nei minuti supplementari della finale.
Ma a sentire le ultime notizie ormai il dato sembrerebbe tratto: Contini sarà il primo/secondo portiere della Reggina.
Nel caso fosse il primo: siamo proprio sicuri che sia più forte di Colombi.
Nel caso fosse il secondo, siamo sicuri che Contini dia più certezze di quanto ne fornisse Ravaglia.
I dati reali - e non le suggestioni - dicono che Ravaglia che ci lascia imbattuto nei risultati (con lui tra i pali due vittorie e due pareggi) l’anno scorso era il portiere del Frosinone (27 volte su 38 titolare) e Contini il secondo di Grandi nel Vicenza, poi retrocesso e nella finale con il Cosenza Contini un po' di suo ce l’ha messo: smanaccia goffamente ad un tiro centrale e non irresistibile di Zilli (imbeccato da un cross del nostro Liotti) fornendo un assist facile a Larrivey che spianerà la strada alla vittoria del Cosenza che ha consentito loro di giocare in serie B anche quest’anno.
L’ultima volta di Contini portiere titolare è stato nell’Entella del 2019-’20: squadra classificatasi al tredicesimo posto e al decimo per quanto riguarda le statistiche strettamente legate al portiere (43 i tiri che lo avevano trafitto dei 157 che avevano centrato lo specchio della sua porta).
Quell’anno la palma di migliore, sempre in base alle statistiche tra tiri arrivati e tiri parati, andò ad un certo Lorenzo Montipo, non a caso portiere del Benevento dei record del nostro Pippo: circostanza che sottolinea ulteriormente, nel caso ve ne fosse necessità, quanto stretto sia il legame tra performance del portiere e performance dell’intera squadra.
Contini dopo l’esperienza del 2019-20 fatta per intero, negli anni successivi zero volte tra i pali nel 2020-’21,; 19 volte tra Crotone e appunto Vicenza, come “secondo” dio Grandi nel 21-’22, e zero volte quest’anno.
Insomma se il sostituto di Ravaglia e forse di Colombi fosse (come sembra ormai quasi certo) Contini si tratterebbe, per i nostri colori, di un’ennesima scommessa (evidentemente la nostra Reggina ha un’anima molto bet) al pari di quella già fatta l’anno scorso con Turati: scommessa poi pienamente vinta s’intende ma non è detto – ed incrocio tutte le dita delle mani e dei piedi - che debba andarci sempre bene.
Se l’idea è (o è stata se l’arrivo di Contini viene confermato) quella di risparmiare sul portiere per concentrare ogni sforzo economico sull’attaccante è un’idea che non mi convince affatto, sia perché oggi non abbiamo un portiere (uno sicuro partente e l’altro sfiduciato da tutte le voci che ogni giorno vedono qualcun altro al suo posto) e sia perché le voci che girano sui nomi degli attaccanti ci forniscono dati poco confortanti sulla loro effettiva potenza di fuoco in area avversaria: su azione, esclusi eventuali rigori, 2 soli gol ha realizzato Coda, gli stessi realizzati dal nostro Gagliolo che bazzica in tutt’altra parte del campo, 3 Forte e 4 La Mantia, quest’ultimo è poi finito in letargo: è a secco da ben 14 giornate (l’ultimo suo gol è dell’11 settembre!).
Insomma continuo ad essere convinto che intorno a quel ruolo (il portiere) e non a quell’altro (l’attaccante) ruotino le possibilità di non farsi scucire dal petto quella letterina magica che il girone di andata ha deciso di attaccarci.
E le fortune/sfortune future, nell’economia di delicati equilibri che si consumeranno in pochi punti anche intorno a quei pochi punti in più (o in meno) che sono di stretta pertinenza del portiere (un buon portiere può darti qualche punto, un portiere meno buono può toglierti qualche punto: la differenza fra + 3 e – 3 è 6 cioè tantissimo per i numeri che formeranno la classifica della 38esima giornata di campionato).
A proposito, quanti punti dovrebbe fare la Reggina per non vedersi scucire dal petto questa letterina magica dal petto ?
Se riuscisse a farsi trovare pronta e quindi a far fruttare a pieno i due scontri casalinghi, piuttosto abbordabili, con Spal e Ternana, con 42 punti alla 21esima ne basterebbero poi 26-27 da conquistare nelle diciassette partite rimaste ed a quel punto sarebbe sufficiente anche una media punti partita modesta per fare il salto di categoria (1,53-1,55 punti a partita: molti di meno degli 1,89 di media punti partita attuali).
Ma 42 punti non ci sono ancora e occorrerà necessariamente ritornare a ragionare sui nostri 36 punti attuali: media punti partita 1,8947 (con 0,003 in più avrebbe fatto 1,90) con proiezione aritmetica finale a 72 punti finali cioè certezza praticamente matematica di serie A raggiunta.
In realtà ne servirebbero di meno (in qualche occasione parecchi di meno) dei 72 potenziali di oggi, proiezione dei 36 attuali: 65 punti la media partorita dagli ultimi nove campionati, traguardo che si è rivelato sufficiente 5 volte su 9 – tre su quattro degli ultimi quattro campionati – 68 punti invece (1,79 media punti partita), uno dei due punteggi più alti segnati, il traguardo che si è rivelato sempre sufficiente (9 volte su 9) per conquistare la serie A.
Ne servirebbero molti di meno perché il girone di ritorno è molto meno “fluido” del girone di andata a causa delle lotte che si infiammano per i tredici posti o da guadagnare (i primi otto) o da evitare (gli ultimi cinque); tredici posti da guardare con cupidigia o con terrore che finiscono per coinvolgere, almeno fino poche giornate dalla fine, tutte le venti squadre.
E la prova inconfutabile che il girone di ritorno sia molto più “schiacciato” del primo ce la forniscono, ancora una volta, i numeri.
Prendiamo l’ultimo campionato appena trascorso: le cinque battistrada del girone di ritorno hanno, tutte e cinque, rallentato nel girone di ritorno, registrando medie punti partita inferiori:
Il Pisa da una media punti partita di 2 secco all’andata (38 punti) crolla, al ritorno, a 1,53 (-0,47) pari a 29 punti (- 9 punti rispetto all’andata)
Il Brescia da una media punti partita di 1,95 all’andata (37 punti) crolla, al ritorno, a 1,53 (-0,47) pari a 29 punti (- 8 punti rispetto all’andata)
Il Lecce, nonostante sia finito primo, rimontando sia Pisa e Brescia, da una media punti partita di 1,95 all’andata (37 punti) passa, al ritorno, a 1,79 (-0,16) pari a 34 punti (- 3 punti rispetto all’andata);
Il Benevento da una media punti partita di 1,84 all’andata (35 punti) crolla, al ritorno, 1,47 (-0,37) pari a 28 punti (-7 punti rispetto all’andata)
E perfino la Cremonese, che dal girone di andata a quello di ritorno rimonterà tre posizioni passando dal 5° al 2° posto, subirà una leggerissima flessione: da 1,84 del girone di andata a 1,79 (-0,05) del girone di ritorno pari a 34 punti (un punto in meno rispetto all’andata).
E la storia (statistica) si ripete se ficchiamo il naso alle prime cinque compagini del girone di andata del campionato 2020-21: 3 i punti persi dal vincitore Empoli (38 all’andata, 35 al ritorno); 4 dal Monza (34 all’andata, 30 al ritorno), addirittura 9 dal Cittadella (33 all’andata, 24 al ritorno), ha …fatto meglio la Spal lasciando dieci punti (33 all’andata, 23 al ritorno), ed 8 punti il Chievo (32 all’andata, 24 al ritorno).
L’unica squadra che ha …incrementato (si fa per dire perché si tratta di un solo punto) è stata la Salernitana (34 all’andata e 35 al ritorno).
E perfino il Benevento dei record del nostro Pippo, tra il girone di andata ed il girone di ritorno lascia per strada 4 punti, per non parlare dei 10 punti lasciati dal Pordenone, allora secondo al girone di andata (34 all’andata e 24 al ritorno) e potremmo andare così all’infinito e constateremo sempre che la stragrande maggioranza di squadre che chiude ai primi posti nel girone di andata, nel girone di ritorno,subisce, proprio a causa di questo schiacciamento di risultati del tutto fisiologico, una più o meno consistente flessione.
Questo per dire che personalmente, firmerei, per il girone di ritorno, un ridimensionamento della nostra Reggina di 3-4 punti perché tale modesto ridimensionamento quasi certamente porterebbe in A la nostra squadra: 36+32 fa 68, un numero che, a guardare gli ultimi nove campionati, nove volte su nove ha portato ai festeggiamenti per una serie A conquistata !
68 punti finali pari a 1,79 di media punti partita (- 0,10 dalla media punti attuale della Reggina) al di là dei quali 68 punti come sinonimo di serie A, abita l’imponderabile che comunque in questi ultimi nove tornei presi a prestito non ha mai fatto capolino.
Ecco il dettaglio:
68 punti l’anno scorso, considerato che il Pisa terzo ne aveva conquistati 67, media punti partita 1,79 (- 0,10 dalla media punti attuale della Reggina); la Cremonese, promossa come seconda, alla fine del girone di andata aveva totalizzato 35 punti (uno in meno della Reggina)
65 punti nel 2020-’21 considerato che il Monza terzo ne aveva conquistati 64, media punti partita 1,71 (- 0,18 dalla media punti attuale della Reggina); la Salernitana, promossa come seconda, alla fine del girone di andata aveva totalizzato 34 punti (due in meno della Reggina)
62 punti nel 2019-20 considerato che lo Spezia terzo ne aveva conquistati 61, media punti partita 1,63 (- 0,26 dalla media punti attuale della Reggina); il Crotone promosso come secondo, alla fine del girone di andata aveva totalizzato 31 punti (cinque in meno della Reggina)
64* punti nel 2018-’19 considerato che il Benevento terzo ne aveva conquistati 63*, (*si tratta di dati ponderati considerato che il campionato si svolgeva a 19 squadre per 36 giornate complessive) media punti partita ponderata 1,68 (- 0,21 dalla media punti attuale della Reggina);
66* punti nel 2017-’18 considerato che il Frosinone terzo ne aveva conquistati 65*, (*si tratta di dati ponderati considerato che il campionato si svolgeva a 22 squadre per 42 giornate complessive), media punti partita ponderata 1,74 (- 0,15 dalla media punti attuale della Reggina);
68* punti nel 2016-’17 considerato che il Frosinone terzo ne aveva conquistati 67*, (*si tratta di dati ponderati come per il campionato 2017-’18), media punti partita ponderata 1,79 (- 0,10 dalla media punti attuale della Reggina);
67* punti nel 2015-’16 considerato che il Trapani terzo ne aveva conquistati 66*, (*si tratta di dati ponderati come per il campionato 2017-’18), media punti partita ponderata 1,73 (- 0,13 dalla media punti attuale della Reggina);
63* punti nel 2014-’15 considerato che il Vicenza terzo ne aveva conquistati 62*, (*si tratta di dati ponderati come per il campionato 2017-’18), media punti partita ponderata 1,66 (- 0,23 dalla media punti attuale della Reggina);
63* punti anche nel 2013-’14 considerato che il Latina terzo ne aveva conquistati 62* (*si tratta di dati ponderati come per il campionato 2017-’18), media punti partita ponderata 1,66 (- 0,23 dalla media punti attuale della Reggina);
Media confermata anche dagli ultimi campionati a 20 squadre del vecchio millennio (62 punti per accaparrarsi il secondo posto nel 1995-’96, 64 nel 1996-’97, 64 nel 1997-’98, 65 nel 1998-’99; 63 nel 1999-2000)
68 meno i 36 già conquistati, fa appunto 32.
Quindi 32 punti ancora per accomiatarsi da tutti e l’anno prossimo cambiare abitudini nel fine settimana: disporre del sabato libero invece che della domenica.
La Reggina è una squadra che punta sempre alla vittoria (e fa bene!) e ai tre punti e per continuare a cullare velleità di promozione dovrà continuare a farlo se non altro per un discorso meramente matematico-statistico:
- con l’assegnazione dei tre punti alla vittoria ed un punto al pareggio per ambire alla promozione occorre tenere un ritmo media punti tra 1,65-1,80; ritmo che mal si coniuga con il misero media punti partita 1 attribuito da una partita senza vincitori (media punti 1 non sempre sufficiente nemmeno per salvarsi).
- prendendo a prestito tre partite qualsiasi (contro prime o ultime della classe non fa e non deve far differenza) puntando a vincerle tutte è molto più facile vincerne una su tre (centrando appena il 33% degli obiettivi prefissati) che pareggiarle tutte e tre per centrare il 100% degli obiettivi prefissati: in entrambi i casi – 33% e 100% degli obiettivi prefissati - il fieno messo in cascina sarebbe lo stesso: tre punti !
Per arrivare a 68 punti (anche se spesso ne sono bastati assai meno) basterebbero, si fa per dire, 10 vittorie (una in meno di quelle ottenute all’andata), e qualche pareggio sparso: due o tre come accaduto per l’andata e poi concedersi, addirittura, il lusso di ben sei-sette sconfitte (una-due in più di quelle rimediate all’andata): se una squadra gioca sempre per vincere come la Reggina non è poi così statisticamente lontano che possa vincere e perdere molto e pareggiare poco (così come già accaduto all’andata) e poiché stiamo parlando della Reggina cioè di una squadra mediamente più forte delle altre - lo ha già dimostrando scontrandosi con tutte – non è poi così statisticamente improbabile che possa vincere più partite di quanto ne perda, diciamo vincerne 10 (un po’ meno che all’andata) e perderne 6-7 (un poì più che all’andata), e pareggiare nelle altre due-tre occasioni di mancata o ottenuta vittoria.
Per raggranellare i 32 punti mancanti per arrivare a 68 punti (promozione in tasca, nove volte su nove degli ultimi tornei) non si arriva solo con dieci vittorie, condite da due pareggi sparsi e addirittura sette sconfitte (due soli pareggi è piuttosto improbabile anche per una squadra che gioca sempre per vincere o per perdere) ma se i pareggi fossero tre come all’andata, o quattro-cinque cambierebbe poco tranne il fatto che a quel punto basterebbero nove vittorie invece che dieci, e basterebbero nove vittorie ancora e qualche pareggio sparso se i punti da conquistare ancora non fossero 32, ma 29-30 (cinque volte su nove degli ultimi nove campionati sono bastati 65 punti finali).
Insomma con altre dieci vittorie condite da due-tre pareggi o nove vittorie condite da quattro-cinque pareggi è serie A quasi certa: sulla scorta di quanto è accaduto all’andata ragioniamo (molte vittorie, qualche sconfitta e pochissimi pareggi) su altre dieci vittorie.
Nelle corde della Reggina attuale sette vittorie in casa sulle 10 partite disponibili non sono una chimera irraggiungibile considerato che si è già ...tolta di torno nel girone dei andata tre dei quattro possibili fallimenti (non vittorie) previste nell’arco del Granillo: appunto gli scontri contro la prima, la terza e la quarta (rispettivamente Frosinone, Genoa e Bari).
Così come nelle calza della befana della Reggina delle sei vittorie in trasferta del girone di andata dovrebbero esserci almeno la metà delle vittorie conseguite all’andata, appunto tre considerato che dall’altra parte dell’arco troverà le tre sulla carta più forti incontrate in casa: dovrà andare a Genova, a Bari e a Frosinone.
E se va a Genova, a Bari e Frosinone per vincere sempre (e stando ai numeri Genoa e Bari è assai preferibile incontrarli a casa loro), almeno una la vince e l’obiettivo minimo dei 3 punti lo raggiunge di certo (mettendo fieno di distanza dall’avversario) cosa che non accadrebbe se invece ci andasse per pareggiarle tutte e tre, qualcuna la fallirebbe, forse più di una perché la Reggina non sa giocare per pareggiare ma solo per vincere o perdere e quando perde – storia dell’andata - spesse volte non merita di perdere (vedi Terni, Modena ed in casa con il Perugia).
Ragionando in termini secchi (quasi… binari) ancora più comprensibili: la Reggina dovrebbe conquistare 10 vittorie ancora che aggiunte alle 11 dell’andata farebbero 21 (55% di vittorie) in tutto e per conquistare la serie A e arrivare seconda ne sono bastate:
20 (52,6% di vittorie): l’anno scorso alla Cremonese
19 (50% di vittorie) due anni fa alla Salernitana;
20 (52,6% di vittorie) tre anni fa al Crotone;
19 (52,7% di vittorie) quattro anni fa al Lecce (ma con due giornate in meno: torneo a 19 squadre);
21 (50% di vittorie) al Parma cinque anni fa (ma con a disposizione quattro partite in più: torneo a 22 squadre)
20 (47,6% di vittorie) al Verona sei anni fa (torneo a 22 squadre)
23 (54,7% di vittorie) al Crotone sette anni fa (torneo a 22 squadre)
20 (47,6% di vittorie) all’Empoli otto anni fa (torneo a 22 squadre)
ect ect
Un pareggio non dovrebbe mai, e per il dna di questa squadra e per gli obiettivi che insegue, essere frutto di un obiettivo inseguito e raggiunto (giocavo per pareggiare e ci sono riuscito) ma di una vittoria cercata e poi mancata (giocavo per vincere e ho pareggiato).
Il giorno in cui la Reggina dovesse pensare al pareggio come ad un obiettivo da perseguire quel giorno forse sarebbe l’inizio della fine dei sogni di promozione diretta: certo resterebbero pur sempre i paly off, ma quelli si sa sono una lotteria !
Ad maiora
Vincenzo
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Buongiorno
Consiglierei alla Reggina di non cercare un altro portiere: Colombi Simone ve lo dice un tifoso doc! che lo conosce da anni!
Natale


