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A Bari le contestazioni sono letteralmente fantascientifiche: "Nel 2018 il sindaco ha scelto De Laurentiis per convenienza politica". L'apice della strumentalizzazioneTUTTOmercatoWEB
lunedì 29 gennaio 2024, 14:45Spazio Serie B
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

A Bari le contestazioni sono letteralmente fantascientifiche: "Nel 2018 il sindaco ha scelto De Laurentiis per convenienza politica". L'apice della strumentalizzazione

A Reggio Calabria si parla ancora della scelta effettuata dall'allora sindaco facenti funzioni, Paolo Brunetti, sull'assegnazione del titolo sportivo della nuova Reggina. La storia è nota, tra le solite "tarantelle" e strumentalizzazioni politiche, tutt'ora operanti sulle spoglie della Nostra Reggina. 

Se la scelta dell'attuale vice sindaco è tutt'ora contestata da parte della tifoseria, ma comunque ancora "subjudice", nel senso che può rivelarsi vincente o sbagliata, a Bari, a distanza di quasi sei anni dal medesimo bivio, ci sono, INCREDIBILMENTE, le medesime proteste verso il sindaco Decaro. Roba che a casa nostra gli oppositori di comodo sono letteralmente dei dilettanti rispetto a quelli esistenti nella gloriosa piazza pugliese.

All'epoca, a Bari arrivarono 11 MANIFESTAZIONI D'INTERESSE, tra cui quella di un gruppo legato a Moratti, uno a Lotito, una a Paolo Di Nunno, attuale patron del Lecco, una da parte della famiglia De Laurentiis e una legata agli allora sconosciuti Hartono, il gruppo più ricco di tutto il calcio italiano, oggi alla guida del Como.

Dopo l'immediata risalita dalla D, tre stagioni in C e la quasi promozione in A al primo colpo, sfumata al 91' della finale di ritorno contro il Cagliari, i tifosi baresi, in questi giorni, se la stanno prendendo con il sindaco per aver scelto De Laurentiis piuttosto che gli Hartono. Come riportato da pianetabari, il primo cittadino barese si è dovuto "giustificare" del fatto di aver scelto De Laurentiis:

"Qualcuno, ad ogni sconfitta della squadra, tira in ballo la mia persona, accusandomi di aver pilotato la manifestazione d’interesse del 2018, per assegnare il titolo sportivo alla famiglia De Laurentiis. In particolare, ultimamente va di moda una versione dei fatti secondo la quale io abbia intenzionalmente trascurato l’offerta dei fratelli indonesiani Hartono, in seguito divenuti proprietari del Como. Chi mette in giro questa favoletta dimentica (o finge di dimenticare) che in quel nefasto 2018, con il Bari fallito, si decise di dare luogo a una procedura pubblica (la manifestazione di interesse) con tanto di regole precise e ineludibili (il documento è disponibile sul sito del Comune) e una commissione, proprio a tutela del futuro del titolo sportivo. La più semplice di queste regole imponeva ai partecipanti, come si fa in qualunque bando, anche per l’assegnazione in comodato di una palestra o di un campetto sportivo, di presentare una domanda con determinate caratteristiche minime e dei documenti da allegare. L’offerta degli Hartono non è MAI arrivata in questa forma. Anzi, possiamo dire che dagli indonesiani non è mai arrivata una vera e propria offerta. Arrivarono, al suo posto, delle fotocopie di una brochure pubblicitaria di una sigaretta elettronica e di un canale sportivo. La commissione ha dunque escluso tutti i soggetti, compresi gli Hartono, che non avevano presentato la documentazione. È obbligatorio, e lo si fa a tutela della trasparenza e della parità dei diritti di tutti i proponenti".

Aggiunge Decaro: "Le due offerte più autorevoli e qualificate in campo erano quella dei De Laurentiis e quella di Lotito (un’altra potenziale multiproprietà). Tutti questi particolari li ho raccontati pubblicamente in diverse interviste, ma evidentemente non è bastato. Io sono sempre lì, a soffrire, nello stesso posto, allo stadio: primo tempo in tribuna d’onore, secondo in tribuna ovest superiore, dove compro l’abbonamento ogni anno, insieme ai soliti amici. E capisco, da tifoso, prima che da sindaco, lo stato d’animo di frustrazione di tutti di fronte a una stagione che sta dando soprattutto delusioni. E se per addolcire questa pillola serve un capro espiatorio, va bene, sono pronto. Del resto sono dieci anni che per qualunque problema mi sento dire che “la colpa è di Decaro”. Se però qualcuno, con queste storielle montate ad arte, vuole far intendere che ci sia stato un interesse mio personale nell’assegnare il titolo a questo piuttosto che a quell’altro, beh, stia molto attento, perché mi conoscete, sono pronto a scherzare su qualunque cosa, tranne che sul mio onore e sulla mia reputazione".