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REGGINA: ERA GIÀ TUTTO PREVISTO, ADESSO SI PENSI AL FUTURO, IMMEDIATO E VENTURO
Oggi alle 13:00REGGINA
di Valerio Romito
per Tuttoreggina.com

REGGINA: ERA GIÀ TUTTO PREVISTO, ADESSO SI PENSI AL FUTURO, IMMEDIATO E VENTURO

Difficilmente abbiamo assistito ad altre vicende processuali, in ambito sia sportivo che non, in cui l’esito appariva così scontato non solo per la decisione presa, ma anche relativamente alle sue modalità, come d’altronde avevamo anticipato alla vigilia dello svolgimento dell’udienza di ieri.

Dunque, come previsto, il Tribunale Federale ha deciso di “scansare” il merito della causa in cui, come riteniamo e continuiamo a ritenere sula base di fatti e documenti già noti, sarebbe stato impossibile non ravvisare delle irregolarità talmente gravi e palesi, che arrivano a determinare l’inesistenza dell’iscrizione al campionato e dei tesseramenti utilizzati dal Messina per tutta la stagione, e che avrebbe comportato conseguenze disciplinari inevitabilmente drastiche, come avvenuto in numerosi precedenti valsi a costituire una giurisprudenza solida ed acclarata.

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Quanto ai motivi di tale atteggiamento, non si hanno difficoltà a capirne le reali ragioni, al di là degli arzigogoli procedurali che saranno resi noti con le motivazioni della sentenza di inammissibilità del ricorso: in questa causa, infatti, il vero imputato non è la squadra peloritana, ma sono la LND e soprattutto la FIGC.

Difficilmente si riescono a riscontrare, non solo in ambito pubblico ma a livello di associazionismo anche amatoriale, condizioni analoghe a quelle esistenti in ambito calcistico federale italiano, in cui di fatto il potere esecutivo nomina il potere giudiziario, per cui, ricordando che viviamo nel belpaese e non in uno stato nordeuropeo, anche ai più distratti apparirebbe assai inverosimile la possibilità che un giudice possa sentenziare una condotta omissiva che sottintenderebbe una clamorosa ed incredibile svista da parte della federazione da cui dipende direttamente, e da cui deriverebbero conseguenze tanto inevitabili quanto impattanti su classifica, vincitori e vinti.

La società amaranto, subito dopo la pubblicazione del dispositivo (in cui, oltretutto, la decisione di compensare le spese, per chi mastica di diritto processuale, suggerisce qualcosa di significativo sul merito della contesa), ha già annunciato la volontà di proseguire il percorso processuale, in attesa delle motivazioni, censurabili, di cui, tra l’altro, non è difficile immaginarne il contenuto già anticipato in sede cautelare: è un suo diritto ed è comprensibile che si vogliano adire tutti i gradi di giudizio, ossia una normale prassi giudiziaria.

Tuttavia, altrettanto comprensibilmente, ci permettiamo di perpetrare il nostro pensiero sull’esito finale di un iter che appariva ed appare già segnato e scontato in partenza e, come immaginato, per motivi che nulla hanno a che fare con il concetto di giustizia e regolarità, bensì ancorato a ragioni di corporativismo e sopravvivenza di un sistema che già in passato ha ampiamente dimostrato, anche a nostro discapito, di chiudersi a riccio a difesa della propria autonomia. O forse sarebbe meglio definirla autarchia.

Va comunque ricordato, ad ogni buon fine, come esista, parallelamente alla vicenda processuale, una precedente segnalazione dei fatti esposta dai club interessati alla Procura federale la quale, non potendosi rifugiare dietro paraventi procedurali, dovrà necessariamente condurre un’istruttoria per determinare eventuali responsabilità che, ribadiamo, ai nostri occhi appaiono evidenti e tangibili: in quel caso però, è la tempistica ad apparire l’avversario più ostico da considerare.

Alla luce di quanto descritto, è convinzione di chi scrive che qualunque sarà le decisione relativa a vicende extra campo, sarebbe auspicabile riportare la concentrazione su ciò che il futuro potrebbe riservare alla squadra amaranto, innanzitutto in termini immediati, con una finale play off da disputare su cui, pur mantenendo convintamente le nostre perplessità in esito ad una utilità sostanziale, le vicende di chi sta sopra di noi ed alcune eliminazioni eccellenti in semifinale potrebbero aver riaperto un piccolissimo barlume di speranza che, senza voler illudere nessuno, renderebbe comunque sensato cercare di prevalere nuovamente in questa post season.

Ancora più importante appare rivolgere l’attenzione a quello che potrà essere la prosecuzione gestionale del club: pur prendendo atto della probabile volontà dell’attuale proprietà di voler considerare concluso il ciclo a Reggio, permangono grandi incertezze su chi eventualmente potrebbe assumere le redini della società, ovviamente con l’auspicio che presto possa farsi chiarezza sullo stato dell’arte ma al contempo rifiutandoci di prestare ascolto alle solite ridde di voci, indiscrezioni, pettegolezzi ove non saranno sostenute da atti concreti e credibili, per un futuro calcistico amaranto che oggi appare tutt’altro che scritto.