REGGINA: ADESSO IL PEGGIOR NEMICO È IL TEMPO, TUTTI METTANO LE CARTE IN TAVOLA
È trascorsa la prima settimana post campionato, movimentata unicamente dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza del TFN dello scorso 12 maggio, da cui si evince abbastanza chiaramente che qualsiasi provvedimento potenzialmente impattante sulle situazioni di (evidenti) irregolarità riscontrate dovrà passare dall’iniziativa della Procura federale, ma che la tempistica su quando realisticamente potrà accadere pone un freno pressoché definitivo su possibili conseguenze che investirebbero la squadra amaranto.
E proprio il tempo, relativamente alle immediate prospettive riguardanti il club di Via delle Industrie, sta cominciando a rivestire un’importanza sempre più pregnante che, per certi versi, rischia di diventare drammatica ove l’attesa di capire quale sarà il futuro dell’AS Reggina si protraesse oltre il lecito: c’è una stagione da programmare senza indugio, e più giorni passano più aumentano le difficoltà e, proporzionalmente, si riducono le opzioni per poter costruire un progetto vincente.
Pur comprendendo che alcune decisioni, vista l’importanza, necessitano di un tempo di ponderazione fisiologico affinché le decisioni che ne conseguono possano risultare equilibrate ed efficaci, allo stesso modo riteniamo che il tempo già trascorso dalla fine delle ostilità agonistiche possa, già da adesso, aver prodotto indicazioni sufficienti per cui chi di dovere cominci ad assumere una posizione chiara su ciò che potrà accadere, preferibilmente nelle prossime ore, e ciò vale per tutte le componenti coinvolte in questi processi decisionali.
Innanzi tutto ci rivolgiamo alla proprietà: dalle dichiarazioni del patron pronunciate all’immediata vigilia della gara con il Sambiase, e dunque risalenti ai primi di maggio, ove si è riscontrata una chiara apertura ad un passaggio societario, nulla è stato più detto, almeno ufficialmente: pur nell’assoluto rispetto di probabili patti di riservatezza stipulati, ma anche nella convinzione che un po’ di carne al fuoco ci sia, risulta indispensabile una presa di posizione sullo stato dell’arte, non volendo in alcun modo carpire alcuna notizia su nomi o men che men cifre in ballo.
La piazza, che al di là di singole posizioni più o meno pregiudizievoli, per non dire offensive, che abbiamo sempre stigmatizzato, ha sempre dimostrato con i fatti, tradotti in presenze allo stadio nonostante il mancato raggiungimento dell’obiettivo sportivo, l’attaccamento ed il sostegno ai propri colori, merita di sapere quantomeno le intenzioni di massima degli attuali detentori, ossia sulle attuali concrete possibilità che avvenga un passaggio di mano, e che ciò possa verificarsi non oltre l’attuale mese che, razionalmente, può essere considerato una dead line per le possibilità di strutturare un torneo a vincere.
Ove non fosse così, ci si aspetta un rinnovato impegno, con conseguente rinnovamento di gran parte dei quadri tecnici, al fine di allestire una compagine che non lasci nulla né al caso né all’improvvisazione, nella convinzione assoluta, e non ci vuole molto a capirlo, che qualsiasi altra ipotesi non possa neanche essere presa in considerazione, col rischio concreto di rendere la prossima stagione nient’altro che un calvario sia tecnico che ambientale.
In tal senso, non esitiamo di rivolgere analogo invito, in termini di chiarezza, alle istituzioni cittadine: tra qualche ora Reggio avrà, salvo ballottaggi, un nuovo sindaco, a cui ci rivolgiamo scientemente adesso senza conoscerne ufficialmente l’identità: si provveda alle necessarie interlocuzioni con la società per capirne le intenzioni, impegnandosi ad un concreto e proficuo sostegno in caso di governance e, ovviamente, assoluto impegno invariati; in caso contrario si dia seguito agli impegni assunti, da parte di tutti i candidati dinanzi ai tifosi, volti a favorire una successione all’altezza delle aspettative della città, facendo leva su qualsiasi buon ufficio che si abbia a disposizione, magari in maniera condivisa e trasversale.
In attesa che, magari, proprio questa settimana possa essere foriera di novità significative, chiediamo dunque, semplicemente ma fermamente, che chiunque abbia carte da giocare le mostri, doverosamente e responsabilmente, ad una piazza ormai stremata e disillusa a cui, siamo certi, basterebbe poco per poter riaccendere passione ed entusiasmo, ma che invece rischia seriamente un baratro per il quale, sia chiaro, sarà impossibile per chiunque fornire spiegazioni accettabili.






