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REGGINA: SI TRAGGA INSEGNAMENTO DAGLI ERRORI DEL PASSATO, RECENTE E REMOTO
Oggi alle 11:30REGGINA
di Valerio Romito
per Tuttoreggina.com

REGGINA: SI TRAGGA INSEGNAMENTO DAGLI ERRORI DEL PASSATO, RECENTE E REMOTO

Prosegue la preparazione della nuova Reggina targata Lotito nel ritiro piemontese, apparentemente senza intoppi, o almeno così ci è dato sapere vista l’attenzione “ovattata” attraverso cui viene in qualche modo garantita la privacy degli allenamenti, sin qui a porte chiuse, interrotta solo dai quotidiani report sintetici sugli allenamenti svolti.

Sia chiaro, come al solito per chi si ostina a mantenere il posto in trincea pronto ad impallinare  i nemici immaginari, che si tratta di banali considerazioni assolutamente incapaci di turbare la nuova e tanto auspicata unità di intenti venutasi a creare parallelamente alla nuova gestione societaria: si prende semplicemente atto di una strategia comunicativa estremamente timida, infranta qualche giorno fa esclusivamente dalla marea di comunicati ufficiali, ben 14 in sole 48 ore, riguardanti nuoci arrivi e conferme in amaranto.

Allo stesso modo, non si può non evidenziare come non si sia ancora a conoscenza della composizione dello staff che coadiuva Marchionni, così come non risulta ancora alcuna dichiarazione da parte del tecnico, la cui voce forse riusciremo a sentire domani al termine della prima sgambata stagionale aperta a pubblico e stampa; chi affermasse che tutto passa in secondo piano dinanzi ai fatti concreti che riguardano l’attività preparatoria al prossimo campionato avrebbe assolutamente ragione, ammettendo implicitamente la pretestuosità del modus operandi attuato negli anni passati in cui ogni fegato di mosca diventava questione di stato, nonché occasione per tentare di demolire l’ambiente attorno alla squadra: lieti dunque che oggi tutti abbiano capito, e non ci importa dei motivi, che bisogna dare il giusto peso alle cose, meglio tardi che mai.

Ed a proposito di trarre i giusti insegnamenti dal passato, ci vengono in mente proprio i primi giorni di agosto di un anno fa, quando venne annunciato l’acquisto di Montalto quale ciliegina sulla torta di una campagna acquisti oggettivamente importante grazie agli arrivi dei vari Di Grazia, Blondett, Edera che, insieme alle conferme di gran parte dei protagonisti della squadra che, pur non raggiungendo la promozione, solo poche settimane prima aveva conquistato ben 81 punti sul campo, lasciava prefigurare la convinzione pressoché unanime, e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario, di un gruppo che avrebbe facilmente dominato il torneo.

Sappiamo tutti invece, purtroppo, quanto disastroso risultò l’inizio di campionato che, inevitabilmente, finirà per condizionare l’esito della stagione, ancora una volta deludente: ma accanto agli evidenti errori tecnici, atletici, gestionali e comunicativi, resta indubbio che una delle cause decisive di quell’approccio disastroso fu rappresentata dall’illusione di credere di aver già vinto ancora prima di scendere in campo.

A ragion veduta, dunque, se l’entusiasmo di questi giorni, che crediamo aumenterà esponenzialmente con il completamento di una rosa certamente già competitiva ma oggettivamente incompleta, materializzandosi in una probabile e salutare grande adesione alla prossima campagna abbonamenti, rappresenta senza dubbio un fattore positivo da alimentare, il primo monito da tener presente dovrà essere proprio il ricordo di un passato recentissimo che dovrà fungere da spauracchio per il tipo di mentalità che la squadra dovrà acquisire e mantenere.

Tali circostanze, ed i tifosi più attempati lo ricordano bene, fa purtroppo capolino alle nostre latitudini in modalità periodiche: si ricorda amaramente la famosa “portaerei” costruita dall’allora Reggina Calcio guidata dal presidente Benedetto che, con Cerantola in panchina, avrebbe dovuto finalmente concretizzare il cammino dei due tornei precedenti in cui si era sfiorata la massima serie, ma che finì per farci tornare inopinatamente in serie C; oppure, circa vent’anni dopo, la Reggina targata Novellino giunto in città dopo la retrocessione in cadetteria al termine de bene sette tornei consecutivi in massima serie, accompagnato dallo slogan, che oggi appare ovviamente beffardo, “sono qui per vincere” e con a disposizione un organico sulla carta stellare per una serie B, che dopo un’annata tribolatissima riuscì ad ottenere una salvezza risicatissima all’ultima giornata, ma che rappresentò l’inizio della caduta dell’era fotiana.

Sarà quindi compito di chi c’era, e cioè dei vari Antonio, Domenico, Rosario, Momo, Toti e degli altri reduci della passata stagione far capire, ove si rilevasse necessario, che a qualsiasi livello i campionati si vincono sul campo, che qualsiasi avversario va temuto e rispettato e che soprattutto la superiorità tecnica frutto di un budget nettamente superiore agli anni passati, in assenza di animus pugnandi, finisce per azzerarsi: magari sarà una preoccupazione eccessiva e lo speriamo tutti, ma se prevenire è meglio che curare, si converrà che un po’ di prevenzione non ha mai fatto male a nessuno. Ad maiora semper