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VICENZA - Cagni non ci sta: «La classifica non è colpa mia»TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 24 maggio 2012, 18:05Prossimi avversari
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

VICENZA - Cagni non ci sta: «La classifica non è colpa mia»

Gigi Cagni vuol portare alla salvezza il suo Vicenza. Intanto vuole conquistare i playout, vincendo sul campo della Reggina, poi si vedrà. Su Gazzetta dello Sport di quest'oggi, il tecnico biancorosso lancia la sfida a chi lo considera il principale colpevole della disastrosa situazione della squadra veneta.

Lei potrebbe essere ricordato come l’allenatore che ha fatto retrocedere il Vicenza dopo 11 campionati consecutivi di B. Rischia di chiudere un ciclo...
 

«Alt, calma. A me non piacciono i numeri, però vorrei chiarire una cosa: ho fatto 33 punti in 25 partite, anzi sarebbero 24 perché quella di Pescara non la considero, non l’avevo preparata io... Chi è arrivato prima e dopo di me (Baldini e Beghetto, ndr) ne ha fatti 8 in 16: meno della metà. E allora di chi è la colpa?».

Ma perché in marzo l’hanno mandata via?

«Non lo so, la motivazione ufficiale è che c’erano state incomprensioni con i giocatori. Non è vero: dopo l’esonero, mi hanno chiamato tutti per dire che erano con me. Tutti. Ma essere licenziato ci sta, quello che mi ha fatto male è stata la telefonata: nessuno ha più il coraggio di dire le cose in faccia?».
 

E perché l’hanno richiamata?

«Perché la situazione era disperata, morale a terra e condizione fisica molto precaria. Ho pensato che per salvarsi, tolto Pescara dove abbiamo preso 6 gol senza difesa, servivano 10 punti in 4 partite. Ora mancano i tre di sabato con la Reggina».

Poi i playout, molto probabilmente con l’Empoli che lei ha portato per la prima volta in Europa...

«Uno scherzo del destino: potrei ritrovare Buscè, Tavano, Moro e Dossena. A Empoli abbiamo appena pareggiato, ma meritavamo di più. Vedremo cosa accadrà stavolta: in ogni caso la loro e la nostra classifica sono una sorpresa».

Chi sarà l’uomo salvezza?

«Non c’è un leader: ci sono giocatori di qualità, come Pinardi e Abbruscato. E come  Maiorino: senza il suo gol nel recupero al Modena, oggi saremmo già spacciati».