Reggina, pari col Modena: il gruppo c'è, i limiti anche
L’inizio incoraggiante da cui scaturisce il vantaggio, poi il calo e la rimonta del Modena. Ma in quel finale in crescendo, che porta al pareggio, c’è tutto il cuore e il carattere di questa squadra. La trama della partita odierna rappresenta un po’ l’identikit di questa giovine Reggina. Un collettivo tanto forte sul piano dell’identità di gioco, quanto fragile mentalmente e tecnicamente. «Ad oggi è questo il dna della Reggina», spiegherà nel post gara Davide Dionigi. Che suona come: i limiti ci sono, lo abbiamo detto in tutte le salse, e con essi dovremo convivere almeno fino a gennaio. Per il momento, meglio dare credito all’espressione di gioco, manifestata a fasi alterne, e a una squadra «che ha messo davanti a tutto il gruppo e non l’interesse del singolo», capace di moti d’orgoglio apprezzabili. Come nel finale, quando il “Granillo” sembrava tornato a pulsare. In tutti questi aspetti che ci fanno piangere con un occhio c’è lo zampino di mister Dionigi. Ma anche questo, probabilmente, lo abbiamo detto in tutte le salse.
BARILLÀ TRA LE LINEE – Reggina col 3-5-2? Macché. Negli schieramenti fin qui proposti dal trainer amaranto, c’è sempre stato un imput tattico volto a creare situazioni propositive. In questo caso, Dionigi rinuncia sì al tridente, ma non al trequartista. Con Sarno che parte dalla panchina perché non al meglio, ad agire tra le linee è Barillà. In attacco viene preferita la rapidità di Ceravolo e Fischnaller, il sacrificato è dunque Comi. In mediana, assieme a Rizzo, c’è Armellino. L’altra novità è D’Alessandro a destra. Confermato Baiocco tra i pali, nonostante gli errori di Verona. Al tridente non rinuncia Marcolin, che schiera il 3-4-3: gli ex Nardini e Pagano sugli esterni, Dalla Bona e Signori a centrocampo, Stanco, Ardemagni e Surracco in attacco.
LA RISPOSTA DI CERAVOLO – Pronti via, e già dopo 4’ Freddi deve ammainare bandiera bianca per un infortunio alla spalla. Al suo posto entra Bergamelli, che si schiera sul centro-sinistra, con Di Bari spostato al centro. L’assenza del difensore ex Grosseto si farà sentire. Ma la Reggina c’è, è padrona del campo, impone il proprio gioco. Il Modena non sembra riuscire a trovare le misure e per poco non combina la frittata da solo al 13’, quando Perna alleggerisce male il pallone sull’uscente Manfredini. L’importante mole di gioco di marca amaranto viene però “filtrata” dalla carente capacità di regia a centrocampo. La palla sembra infatti passare da un imbuto quando arriva in mediana. Ma la squadra di Dionigi viene comunque premiata al 24’: la soluzione di Barillà rifinitore paga e il catonese si libera al tiro dal limite. Manfredini respinge, offrendo però il facile tap-in a Ceravolo. Che, fischiato da una parte della Sud fino a quel momento, corre ad abbracciare il mister assieme al resto della squadra. Applausi del “Granillo”.
IL CALO – Alla prima vera occasione, però, il Modena acciuffa il pari (38’): Stanco entra in area e serve un pallone d'oro a Surraco, il cui sinistro è chirurgico. L’ex Livorno è nuovamente protagonista quattro giri di lancette dopo con un destro dalla distanza che termina non di molto a lato. Il gol canarino spegna la verve degli amaranto, che non sembrano avere più la forza (mentale) di tenere le redini del gioco. È così anche nella ripresa. La squadra di Marcolin dilapida al 52’ un contropiede orchestrato in grande stile ma concluso nel peggiore dei modi da Signori, che tutto solo all’ingresso dell’area tenta un pallonetto: una telefonata per Baiocco. Pericolo scampato, ma è un campanello d’allarme. Dionigi prova a svegliare i suoi inserendo Sarno al posto di Armellino, mentre Marcolin rileva Surraco per concedere spazio a Osuji. È ancora il Modena ad andare vicino al gol con Ardemagni, che arpiona un pallone in area e in girata scarica il sinistro, di poco a lato a Baiocco battuto. Al terzo tentativo i canarini passano (66’): sulla scodellata di Dalla Bona dalla destra, D’Alessandro, nel tentativo di anticipare l’avversario, di testa fornisce una sponda di platino per Ardemagni, che insacca facilmente a porta sguarnita.
REAZIONE – L’inzuccata dello stesso D’Alessandro, che al 70’ su cross di Rizzato prova ma non riesce a farsi perdonare il precedente errore, dà il “la” alla reazione amaranto. I 20’ finali sono infatti di marca amaranto. Dionigi si prepara alla battaglia inserendo il “pesante” Comi al posto di Ceravolo. Il centravanti scuola Toro fa a sportellate con la difesa canarina e prova ad aprire spazi per lo sgusciante Sarno, che all’86’, dopo essere stato precedentemente ammonito per simulazione, si procura il rigore (fallo di Pagano). Dal dischetto si presenta proprio Comi, freddo nello spiazzare Manfredini. Primo gol tra i professionisti per lui. E al 92’, su imbeccata di Sarno, Fischnaller, tutto solo davanti al portiere avversario, spara alto la chance del 3-2. Che avrebbe avuto del clamoroso. Ma questa Reggina ne sarebbe stata capace. Tanto basta, per il momento, per addolcire una pillola già fin troppo amara.


