LA PARTITA DEI TECNICI - Braglia contro Dionigi
BRAGLIA:
Iniziamo con un nostro concetto: non snatura la squadra, mai, in casa o in trasferta. Magari non tutti gli allenatori hanno questa prerogativa, ma è importante sottolinearlo. Questa Juve Stabia, ha il carattere forte, un pò spavaldo e spesso dissacrante del suo tecnico. Le Vespe non sono in grande serata, spesso dimostrano nervosismo e non si trovano a proprio agio al cospetto di una Reggina ben chiusa.
Ma, chiunque avrebbe tirato i remi in barca e portato a casa il punticino, la Juve Stabia no. E il destino ha premiato Caserta e compagni. I campionati si vincono anche così, osando, non nascondendosi.
Braglia parte con un 4-2-3-1 di una qualità quasi impressionante. In mezzo, il duo Genevier-Caserta è davvero sontuoso, sugli esterni, Cellini e Acosty possono fare davvero male, mentre Erpen e Mbakogu sono letali, se hanno spazio. Ma, nel primo tempo, i giocatori perdono tutti i duelli individuali contro i calciatori di Dionigi.
Nella ripresa, la squadra prende man mano campo e schiaccia la Reggina. Braglia, da par suo, toglie Erpen e inserisce Mezavila e la sua squadra resta con le tre punte.
Il gol di Caserta, propiziato da un errore della Reggina, è il giusto premio all'atteggiamento mai sparagnino.
Le Vespe sono in volo. VOTO: 6,5
DIONIGI:
Imprevedibile, mai scontato, sempre fonte di discussione. Stiamo parlando della formazione di Dionigi, che non rispecchia mai quanto dichiarato dal tecnico nella conferenza stampa. Fuori Ceravolo, Sarno e Bergamelli, spazio ad un iniziale 4-4-2 con la coppia Fischnaller-Comi in avanti, Barillà esterno alto a sinistra e la novità Lucioni in difesa.
Primo tempo, la sua squadra si rivela quasi perfetta in difesa, abile a chiudere tutte le bocche da fuoco campane. Comi tiene bene il fronte offensivo, ma la scelta di "accoppiarlo" a Fischnaller, si rivela negativa, causa mancato affiatamento dei due.
Nel corso della prima frazione, la sua squadra si sistema con il 5-3-2, con l'unica variante di un Armellino leggermente avanzato sulla trequarti, in fase di possesso palla
Lo snaturamento ulteriore della sua formazione, si palesa nella ripresa, dove la squadra bada esclusivamente a portare a casa il punticino. Come se non bastasse, Dionigi richiama in panchina Fischnaller e Comi, lanciando in campo Sarno e Ceravolo, offrendo una mano d'aiuto alla muscolare e gigante difesa stabiese.
La squadra si abbassa e gioca passivamente, gli esterni non scendono quasi mai, il centrocampo si schiaccia sulla difesa, che soffre sempre più. E il gol di Caserta, è una punizione per un atteggiamento sparagnino e a nostro parere, negativo.
I cambi non hanno convinto, sia nella formazione iniziale, che a gara in corso. Perché non riprovare con il trio offensivo che ha demolito l'Ascoli. Perché rinunciare a giocare in fase offensiva sin dai primi minuti, cambiando atteggiamento tattico? Perché sacrificare Sarno come seconda punta? Perché riprovare con la coppia Armellino-Hetemaj, che aveva speso tantissimo sia contro l'Ascoli che in questa gara? La vittoria di sabato, non basta. VOTO: 5


