PANCHINA REGGINA - Ecco come giocano i tecnici in lizza
Carmine Gautieri è il tecnico passato in pole per la guida della Reggina 2013-2014.
L'ex ala dell'Atalanta e della Roma, è reduce dai trionfi di Lanciano, società che ha appena salutato, dopo la promozione, storica, in serie B e la salvezza tra i Cadetti.
Il tecnico campano ha un modulo fedele, il 4-3-3, d'ispirazione zemaniana, ma che come già fatto da altri allievi del Boemo, prevede alcuni "accorgimenti", sopratutto a livello difensivo.
Nel Lanciano ammirato contro la Reggina, nell'ultima stagione, si è potuta apprezzare l'organizzazione e l'identità della squadra rossonera. Se nella stagione della promozione, Gautieri aveva lanciato nel calcio che conta i vari Chiricò, Pavoletti, Improta, nella stagione cadetta è continuato il cammino, con una formazione dotata di precise caratteristiche negli uomini chiave.
Play di centrocampo, o comunque elemento con certe caratteristiche, vale a dire Paghera o D'Aversa, esterno sinistro arrembante (ma anche abile sui calci piazzati, vale a dire Mammarella), prima punta fisica e capace di un grande lavoro spalle alla porta, ma anche esterni offensivi spesso capaci di colpire o creare. Insomma, il gioco "gautieriano", non tende allo spettacolo forse, ma guarda molto alla concretezza.
Vincenzo Torrente, nonostante sia uno dei tecnici della nouvelle-vague, ha già tantissimi trionfi all'attivo: due promozioni con il Gubbio, le miracolose salvezze con il Bari, tutte improntate al 4-3-3 o comunque a moduli simili, adattandoli agli uomini a sua disposizione. Anche il calcio di Torrente prevede degli esterni offensivi, mentre è ottimamente valorizzata la fase offensiva, visto che nelle ultime stagioni si sono messi in luce alcuni attaccanti, andati in doppia cifra, come Gomez a Gubbio e Caputo a Bari.
Alessandro Calori, invece, è un tecnico che stuzzica meno le fantasie dei tifosi edegli addetti ai lavori, ma anche lui ha già dimostrato di saperci fare nel calcio che conta. La promozione in B con il Portogruaro nel suo curriculum, mentre nell'ultima stagione a Brescia, dopo l'ottima cavalcata della scorsa annata, ha optato per il 3-5-2 nella prima parte di stagione e il 4-3-2-1 nella parte finale. Diciamo che Calori, ha plasmato la sua squadra sui calciatori a sua disposizione, visto che sino a quando ha avuto Salamon, ha utilizzato il primo modulo sopracitato, quando l'ungherese è stato ceduto al Milan ha modificato il suo atteggiamento. Il 4-3-1-2, quindi con un trequartista dietro le due punte, è stato spesso utilizzato nel corso della carriera del tecnico toscano, a Padova come a Portugruaro. Insomma, non ha uno schieramento tattico base e non è detto che questo non sia un vantaggio..


