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Calma e sangue freddo,il calcio d'estate non ha mai fatto vincere campionati
domenica 14 luglio 2013, 19:20Punto di Vista
di Giovanni Cimino
per Tuttoreggina.com

Calma e sangue freddo,il calcio d'estate non ha mai fatto vincere campionati

Sono veramente tanti i tifosi che hanno voluto inviarci il loro pensiero attraverso la casella mail esclusivamente dedicata loro. Inevitabile, visto il tono e la decisione dei tifosi amaranto, non commentare il momento della Reggina.

Il periodo di mercato, il periodo estivo, quello dedicato ai ritiri precampionato e quant'altro, conta e non conta. Spieghiamoci bene. Il calcio d'estate non ha mai fatto vincere coppe o campionati. Il calcio d'estate non ha scritto gli almanacchi, il calcio d'estate, sopratutto negli ultimi anni, sopratutto in casa Reggina, è ricco di incertezze ed incognite. Lo è stato nelle ultime due annate, rivelatesi poi fallimentari, lo è stato anche nell'estate della prima gestione Atzori (le incognite erano tantissime, Puggioni in partenza, Bonazzoli considerato un caso anche per via del suo lauto ingaggio, un Rizzato deludente l'annata precedente, un Missiroli perennemente in partenza, un Tedesco epurato), prima di quel campionato che resta ad oggi il miglior posizionamento della squadra dello Stretto nelle ultime annate. Mai come in questa situazione, chi afferma che il mercato dura sino al 2 settembre, non può non aver l'accondiscendenza di chi è decisamente perplesso di una rosa ridotta ai minimi termini e ad oggi assolutamente inadeguata a competere con qualsiasi formazione della prossima serie B. Non è questa e non può essere questa, la Reggina del Centenario.

Dicevamo, la solita estate della Reggina. Tra chi viene, tra chi può andare, tra chi invece è assente, non si può non notare che "l'andazzo" generale operativo, non è assolutamente mutato. Ci si aspettavano, sopratutto dopo l'oramai famosa conferenza post-campionato del presidente Foti, segnali chiari, inequivocabili e immediati da parte della società dello Stretto. Segnali di discontinuità che non sono mai arrivati, in primis per la scelta del tecnico, per proseguire con il non-rinnovo delle cariche dirigenziali, così come annunciato dallo stesso number one. Discontinuità che non si è neanche affermata nelle questioni "tecniche", visto che si dovrà attendere probabilmente sino al termine del calciomercato, per assistere al completamento della squadra e che molti calciatori potenzialmente confermabili (i vari Rizzato, Ely, Comi, anche lo stesso Freddi) sono stati lasciati andare in altre formazioni cadette e non certo in serie A.

Detto tutto ciò, il pessimismo del tifoso, la critica feroce dello stesso, può essere mitigata dalle considerazioni di cui sopra. Abbiamo sempre sostenuto, che il tifoso può avere la sua "arma" per dissentire o meno su quello che è divenuto uno show-business, piuttosto che un'attività sportiva. Il tifoso può acquistare l'abbonamento o il biglietto per le gare, oppure può scegliere di non farlo, nel pieno delle sue prerogative e diritti. Non ci sono e non ci saranno mai tifosi di serie A o di serie B. Chi scrive al nostro sito, chi legge le notizie sui giornali o su internet, chi segue le trasmissioni tv o le trasmissioni radiofoniche, ma magari decide di non seguire allo stadio la squadra, perché deluso dalle scelte societarie, è pienamente libero di farlo, senza per forza dover essere denigrato o accusato di "poco tifo".

Un altro punto da sottolineare in questo istante della stagione, riguarda il presidente Foti. Molti tifosi sono decisamente e fortemente critici verso la figura e le intenzioni del massimo dirigente amaranto. Le scelte e l'operato, possono certamente essere sindacate e valutate, dagli organi d'informazione e dai tifosi, ma crediamo con altrettanta fermezza che il massimo dirigente lavora solo e soltanto in funzione di una crescita della sua squadra e della sua azienda. Solo un suicida potrebbe volere la rovina, la retrocessione sul campo della sua formazione. Sono in molti che vedono trame losche o situazioni poco limpide e spesso anche noi abbiamo fortemente criticato l'azione presidenziale. Ma è difficile non pensare che Foti sia per forza il primo tifoso della Reggina: per carica, per il sentimentalismo e per interessi personali. Foti non può che volere il successo della sua creatura.

In conclusione, non possiamo far altro davvero che aspettare il completamente definitivo delle operazioni di mercato, senza per ora alzare degli allarmismi magari inutili. Di certo, il compito maggiormente gravoso toccherà ad Atzori e allo staff tecnico, che sicuramente dovranno svolgere un doppio ritiro, una doppia preparazione atletica e ogni qualvolta che arriveranno i colpi, resettare quel lavoro di amalgama e di metodo, che contraddistingue il lavoro attuale del tecnico. Ben inteso, non sono le migliori prospettive per pensare al campionato che prenderà il via a fine agosto, ma tant'è...L'anno del Centenario, a livello simbolico, ma sopratutto per la credibilità della società, è un'annata molto importante. Possibilmente da non fallire. Ma intanto, calma e sangue freddo!