Sarri difende la sua Dea a DAZN: "Portarla al 93' è già una prestazione di livello"
Una sconfitta arrivata al novantatreesimo, dopo aver accarezzato l'idea del colpo grosso. Al termine del 2-1 dell'Olimpico contro la Roma di Gasperini, Maurizio Sarri ha analizzato la gara ai microfoni di DAZN. Il tecnico dell'Atalanta si è soffermato sulla natura della sofferenza dei suoi, sulla distanza che ancora separa la squadra dall'identità che ha in mente, sui tempi di inserimento dei nuovi arrivati, sulla scelta di inserire Krstović e sull'espulsione di Gaetano nel concitato finale del match. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
I numeri raccontano un'enorme sofferenza: nel finale, per come si era messa, si poteva gestire meglio?
«Allora, noi abbiamo sofferto il primo tempo a livello di predominio territoriale, ma non tanto a livello di occasioni, perché le occasioni del primo tempo della Roma non sono state tante. Abbiamo fatto una buona mezz'ora nel secondo tempo, perché sull'1-0 abbiamo avuto un paio di volte l'occasione per raddoppiare, poi nell'ultimo quarto non ce l'abbiamo più fatta a difenderci un po' più alti, e tenere giocatori così forti tecnicamente nei pressi della nostra area, o dentro la nostra area, alla fine l'abbiamo pagata. È vero che potevamo fare 2-0, però è anche vero che la Roma è in un momento straordinario: portarla al 93' in condizioni di non vincere, secondo me, è già una prestazione di livello».
Su cosa bisogna lavorare per cominciare a vedere quell'identità che, come ha detto anche dopo le prime due partite, non è ancora quella che vorrebbe? I tiri concessi alla Roma raccontano una distanza soprattutto in fase di non possesso.
«Ci stiamo difendendo troppo bassi, in relazione a quello che solitamente fanno le mie squadre, però penso sia un percorso inevitabile. Ti direi però che nei trenta minuti iniziali del secondo tempo ho visto la squadra fare anche cose molto interessanti. Come ho detto, la Roma in questo momento è sicuramente la squadra più in condizione che c'è nella Serie A e penso che sarà una squadra in lotta per il titolo fino alla fine: sapevamo che trovarla adesso sarebbe stato estremamente difficile».
Come procede il processo di inserimento dei nuovi arrivati? Oggi non c'è stato spazio per Rowe.
«Il processo deve ancora iniziare, perché Kessié ha fatto un paio di allenamenti, Rowe uno più stamani due sulle palle ferme: quindi siamo a uno stadio completamente iniziale. Purtroppo, per motivi contingenti, ci sono arrivati a singhiozzo per aver giocato il Mondiale o per infortunio, e un mercato che si è sbloccato nella parte finale ci ha portato dei giocatori negli ultimi giorni. Questo ci ha fatto tornare al via diverse volte, quindi abbiamo ricominciato da capo più volte. Ora c'è da inserire questi ultimi due acquisti, ma c'è da inserire anche Kristensen, perché lui ha fatto un allenamento prima della partita di Conference, quando si è infortunato, e poi gli ultimi due: è un altro giocatore che non ha fatto tre allenamenti. È un percorso che per certi ragazzi deve ancora iniziare».
Krstović è entrato molto bene, mentre Scamacca ha faticato a pulire i palloni nel primo tempo: è un discorso tecnico o c'è anche un tema fisico, con la squadra che arriva sempre un po' in ritardo?
«Io penso che bisogna avere prima di tutto il coraggio di uscire più corti, anche perché ormai la squadra si sta orientando in quella direzione. Krstović ci ha garantito una pulitura della palla in più e qualche scarico in più: il cambio è stato fatto principalmente per quello».
Nel finale c'è stata un po' di confusione ed è stato espulso anche Gaetano: quel nervosismo è dovuto ai due gol subiti o c'è stato altro?
«No, non c'è stato nessun nervosismo. Gaetano ha detto che non ha rivolto neanche la parola all'arbitro, e aveva intorno quattro o cinque persone dello staff che mi hanno detto la stessa cosa: quindi è una topica dell'arbitro».
Nessun processo ai suoi, ma la consapevolezza di una squadra ancora troppo bassa e di un gruppo che deve ancora amalgamarsi: Sarri lascia l'Olimpico riconoscendo la forza della capolista e rivendicando le cose molto interessanti viste nella ripresa. Il percorso, per certi versi, deve ancora cominciare davvero.
© Riproduzione Riservata


