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Bastoni il colpevole nella notte di Zenica. Ma i cartellini e Turpin non siano un alibiTUTTO mercato WEB
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ieri alle 23:53Serie A
di Lorenzo Di Benedetto

Bastoni il colpevole nella notte di Zenica. Ma i cartellini e Turpin non siano un alibi

L'Italia non parteciperà al Mondiale per la terza volta consecutiva. Questa è l'unica cosa che importa veramente. Il nostro calcio ha fallito, un'altra volta, e la sconfitta contro la Bosnia ai calci di rigore è solo l'ennesima pagina di un disastro che parte da molto lontano. Inutile girarsi intorno: Alessandro Bastoni resterà l'uomo da incolpare dopo il ko di Zenica. Da quella furbata dello scorso 14 febbraio in Inter-Juventus la sua stagione è cambiata, nessuno può negarlo, e il cartellino rosso preso per un'ingenuità clamorosa nel primo tempo della gara di questa sera ha chiuso il cerchio del periodo nero del difensore dell'Inter. Un'espulsione che l'Italia ha pagato carissimo, quando la partita si era messa sui giusti binari. Vietato cercare alibi. Alla fine è stata la Bosnia a spuntarla, forse non meritando, ma poco importa. E a partire da adesso sarà tempo di fare gli ennesimi processi al nostro movimento calcistico, incapace di trovare le giuste contromisure dopo due fallimenti consecutivi. Chi di dovere non dovrà aggrapparsi né al cartellino rosso di Bastoni né agli episodi arbitrali che hanno coinvolto il francese Turpin. Tanti errori, questo è vero, ma guai a nascondersi dietro un dito. Gravina a casa. Gabriele Gravina rassegni le sue dimissioni, adesso. Senza se e senza ma. Un presidente federale che è riuscito nell'impresa di essere a capo della FIGC durante due fallimenti consecutivi relativi ad altrettante mancate qualificazioni al Mondiale non può continuare a ricoprire quel ruolo. E non si parli dei gol sbagliati da Kean, Pio Esposito e Dimarco, né degli errori dal dischetto dello stesso attaccante dell'Inter e di Cristante. Sono solo dettagli, la cosa certa è una: Gravina vada a casa.