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Shock Italia, Gravina ha già detto che non si dimetterà: ma può davvero rimanere al suo posto?

Shock Italia, Gravina ha già detto che non si dimetterà: ma può davvero rimanere al suo posto?TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
ieri alle 23:56Serie A
Ivan Cardia

“Non c’è nessuna norma che lo preveda”. Era il 24 novembre, la Nazionale era sostanzialmente già consapevole di doversi giocare le proprie carte Mondiali passando dalle forche caudine dei playoff, e Gabriele Gravina anticipava quello che sarebbe stato il suo pensiero: non si sarebbe dimesso, neanche in caso di mancata qualificazione alla rassegna iridata, per la terza volta consecutiva. Adesso l’asteroide è arrivato, e c’è da capire cosa farà davvero il presidente federale: potrebbe smentire quella affermazione. Sarebbe sorprendente, ma forse anche doveroso.

Il primo presidente federale senza due Mondiali. Il dato è questo, inequivocabile, e va a sommarsi alla delusione per gli ultimi Europei. Anche dopo il fallimento della spedizione guidata da Luciano Spalletti, Gravina aveva sgombrato il campo dall’ipotesi di dimissioni. Era rimasto anche il commissario tecnico, capro espiatorio anche qualche tempo dopo, quando l’Italia aveva compromesso le sue speranze nel tracollo di Oslo. Azzurro tenebra, con una certezza inossidabile, consacrata dal plebiscito che a inizio 2025 ha confermato il numero uno federale per il terzo anno consecutivo.

Appoggio solidissimo. Dopo gli Europei, in verità, Gravina aveva pensato alla possibilità di dimettersi. Poi scartata, forse rinvigorito dal fuoco di chi aveva tirato in ballo anche vicende extracampo. A livello elettorale, il presidente ha un fortino: è stato rieletto con una percentuale di consensi del 98%, non c’è mai stato nessuno così forte nella storia della FIGC. Però è un appoggio che può sgretolarsi in un attimo, che non può rimanere intangibile anche dopo che l’Italia passerà oltre 20 anni senza partecipare ai Mondiali.

Ma può davvero rimanere al suo posto? Dopo l’addio di Spalletti, in federazione ha progressivamente preso peso Gianluigi Buffon. La stessa scelta di Gattuso come ct è stata esplicitamente condivisa con il capo delegazione. L’eventuale addio dei due campioni del mondo 2006, però, difficilmente potrebbe bastare: non possono essere loro, nel caso, gli unici a pagare. Perché è vero che l’Italia non è andata ai Mondiali per un meccanismo di qualificazioni cervellotico, per un rosso, per un rigore sbagliato. Ma c’è anche la forma: in passato, non c’era dubbio sull’opportunità di dimissioni. L’ha fatto Tavecchio, alla prima mancata qualificazione. L’ha fatto Abete, dopo un Mondiale deludente: oggi si è scesi più in basso, e non può essere indifferente.

E poi c’è chi tifa contro. Il partito è forte. Forse non quanto quello che sostiene Gravina, ma il vento contrario spira eccome. Non è un mistero che i rapporti con Andrea Abodi siano gelidi, da tempo. Il ministro per lo Sport è legato alle sorti del governo, in questo momento non solidissime, ma c’è chi è convinto che non aspettasse altro per allungare definitivamente la mano dell’esecutivo del calcio. O perlomeno per agevolare l’avvicendamento al vertice. Anche tra i grandi elettori di Gravina, c’è chi aspira a prenderne il posto. Se non arriveranno le dimissioni, e lo scopriremo probabilmente nei prossimi minuti, per il presidente FIGC potrebbe diventare davvero molto complicato reggere alla tempesta. Forse è il caso di anticipare l’inevitabile.

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