Le valutazioni spettano al Consiglio Federale? No caro Gravina. Servono solo le dimissioni immediate
Dopo l'ennesimo disastro Mondiale l'Italia del pallone è ancora una volta pronta a leccarsi le ferite con il presidente della FIGC Gabriele Gravina che ha preso la parola direttamente dalla sala stampa dello stadio di Zenica dove si è consumato l'ultimo dramma, in ordine di tempo. E proprio andando ad analizzare le parole del numero uno della Federazione è giusto fare delle considerazioni.
Andiamo con ordine. Gravina, poco fa, ha affermato: "Per la parte politica c’è una sede deputata a fare le valutazioni, cioè il Consiglio Federale. Ho già deciso di convocarlo per la settimana prossima, ci saranno valutazioni fatte all’interno. Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma c'è una sede adatta per fare le valutazioni". Ecco, ci sentiamo di dire una cosa molto semplice per commentare, con una sola parola: no.
No caro Gabriele Gravina, non funziona così. L'Italia ha fallito, per l'ennesima volta, e se la prima volta, post Macedonia del Nord, era possibile nascondersi dietro la vittoria dell'Europeo arrivata poco più di un anno prima, questa volta non ci sono scuse. Servono le dimissioni, immediate. Sarebbero servite anche dopo la gara contro la Svizzera all'Europeo, quando a pagare fu Spalletti. E questa volta non paghino Gattuso e Buffon, nonostante lo stesso Gravina abbia affermato di aver chiesto ai due di restare alla guida dell'Italia. A pagare deve essere una sola persona: Gravina. La stessa persona che non ha messo in piedi neanche una riforma in tutti i suoi mandati. Il Consiglio Federale è composto da gente che ha votato quasi all'unanimità Gravina pochi mesi fa, ora il passo deve farlo lui in prima persona. Si dimetta, per il bene del calcio italiano.











