Serie A, Simonelli: "Fra derby e Internazionali di tennis tanto rumore per nulla"
Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato da Solomeo sul palco del “Global Launch of the 100’s” dell’European Golden Boy. L’intervento inizia con la candidatura di Giovanni Malagò a presidente della FIGC: “Con Malagò abbiamo avuto 19 squadre su 20 che hanno supportato la candidatura. In tutte le decisioni siamo quasi sempre allineati, si è creato un bello spirito. Questo dobbiamo farlo anche capire ai tifosi. Domenica ero a San Siro per premiare l’Inter, i tifosi mi hanno riempito di fischi… Delle due l’una: o è la ‘Marotta League’ come qualcuno sostiene oppure no. Se andiamo avanti con affiatamento sarà meglio per tutti, se saremo divisi non ce la potremo mai fare”.
Il calendario troppo affollato?
“Sicuramente sì e non certo per colpa nostra. La Serie A è a 20 da 20 anni, quello che è cresciuto è tutto il resto, come ad esempio la Champions League. Fare il calendario è un’impresa ardua, ci sono circa 400 vincoli sia territoriali che sportivi per stilare il calendario. Ogni volta che metti un vincolo può incidere su tutte le partite, non è semplice. La perfezione non è di questo mondo ma si cerca di fare del nostro meglio”.
Alla fine fra derby di Roma e finale degli Internazionali di tennis non ci sono stati problemi…
“Ne eravamo convinti fin dall’inizio… Sapevamo che 2 ore e 45 per far defluire il pubblico era un tempo idoneo. L’idea principe era far giocare il derby domenica alle 20.45, ma il Prefetto aveva detto che non si sarebbe potuto giocare di sera. Non potevamo farlo giocare il sabato perché la Lazio ha fatto la finale di Coppa Italia. Si è fatto tanto rumore per nulla, noi da subito avevamo proposto l’anticipo di 30 minuti per scrupolo. Sapevamo che ci sarebbe stato Mattarella, anche per questo abbiamo fatto un sacrificio. Se dalla Prefettura di Roma ci avessero ascoltato subito tutto questo tran tran mediatico non ci sarebbe stato”.
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