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Inter: le uscite… e tutte le entrate. Juve: Spalletti è la soluzione. Milan: il destino di Allegri. Napoli: l’uscita di Conte e il preferito di DeLa. E il piano RomaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Fabrizio Biasin

Inter: le uscite… e tutte le entrate. Juve: Spalletti è la soluzione. Milan: il destino di Allegri. Napoli: l’uscita di Conte e il preferito di DeLa. E il piano Roma

Ué, siamo alla fine del percorso, domenica si chiude il campionato e buonanotte. Per fortuna c’è il Mondiale. Cioè, per fortuna per gli altri. Noi sguazzeremo tra le mille e una novità di mercato che – toh – sono esattamente il centro di codesto editoriale-lampo incentrato soprattutto sul clamoroso, mitico, sempre gradito VALZER DELLE PANCHINE. 1) Conte e DeLa si nono detti addio. In pace, pare. La risoluzione è consensuale, i termini economici dell’“uscita” ancora da chiarire. La certezza è una sola: Napoli avrà un nuovo condottiero. 2) La prima telefonata di patron De Laurentiis è stata fatta a Simone Inzaghi. L’ex guida di Lazio e Inter ha gentilmente declinato. Aurelio tornerà alla carica? Forse. Di sicuro si è cautelato con una serie di ulteriori abboccamenti: Sarri c’è, Italiano c’è. Basta? Occhio alla pista straniera… 3) Sarri piace assai anche a Giuntoli, prossimo dirigente atalantino. E Palladino? L’addio alla Dea è certo. 4) Chivu e Inter viaggiano sereni verso il rinnovo di contratto, ma non ne hanno parlato ieri nell’arcinoto incontro avvenuto in sede (si è discusso solo del piano-mercato). Lo faranno settimana prossima. Nuovo accordo datato 2028 con adeguamento d’ingaggio a 4 milioni circa. Meritatissimi. 5) Josep Martinez diventerà il portiere titolare e verrà affiancato da un portiere di esperienza. Italiano, tra l’altro. 6) Occhio alle scadenze nerazzurre: Acerbi uscirà, Darmian pure, Sommer anche. De Vrij potrebbe prolungare, Mkhitaryan deve dare una risposta alla proposta di rinnovo (o resta ancora un anno o si ritira). 7) Frattesi è in uscita, il suo sostituto naturale dovrebbe essere Curtis Jones del Liverpool. 8) Bisseck e Carlos Augusto hanno contratti che non scadono nell’immediato ma anche situazioni da monitorare. 9) Aleksandar Stankovic verrà riportato a casa grazie al celebre “diritto di recompra”. E poi? Dalla Premier sono già arrivate offerte importanti che sfiorano i 40 milioni. 10) Solet ha sorpassato Muharemovic nelle preferenze dei nerazzurri per ridisegnare la difesa. Ma non sarà l’unico difensore in entrata (e forse pure quello gioca in Serie A). 11) Max Allegri sembra destinato a restare sulla panca del Milan. La probabile qualificazione alla Champions vale il prolungamento del contratto e, in ogni caso, avrebbe poco senso non dare continuità alla guida tecnica di un gruppo che ha bisogno di certezze. 12) Solo la Nazionale può far vacillare Max. Ma occhio alla candidatura di Mancini: resta uno dei papabili. E Conte? Più probabile che arrivi l’anno sabbatico. 13) Guardiola lascia il City, si sa. Anche lui viaggia verso l’anno sabbatico. Qualcuno ipotizza una destinazione azzurra: siamo a non più del 10% di possibilità (meglio di niente). 14) La rivoluzione rossonera, invece, arriverà fuori dal campo. Cardinale ha deciso. 15) Aquilani e Abate sono bravi bravi bravi. Già pronti per il grande salto. 16) Il futuro di Spalletti resta in dubbio. Il disastro di Juve-Fiorentina ha complicato i piani e messo sabbia nell’ingranaggio bianconero. Il recente rinnovo non basta per avere certezze ma, anche in questo caso, consentiteci di esporre la nostra personalissima idea: cambiare un tecnico così capace non avrebbe alcun senso. Anzi, in assenza di dirigenti all’altezza andrebbe ancor più ascoltato in sede di costruzione della rosa. Vero è che l’eventuale mancata qualificazione alla Champions farebbe rima con inevitabile “ridimensionamento” in sede di mercato. Un motivo in più per ripartire da Lucianone. 17) Gasp, a Roma, sta realizzando un nuovo capolavoro. Dovesse riuscirci pretenderà che tutti i pezzi pregiati vengano confermati. Ci riuscirà con quasi tutti (ma non tutti…). 18) De Rossi è un grande: per come allena, per come parla, per come a differenza di troppi in ‘sto maledetto mondo del calcio non si sente “diointerra”. Resterà al Genoa. 19) Ancelotti ha convocato Neymar. E lo ha fatto perché non è un pirla: meglio una convocazione portata avanti senza troppa convinzione che una non-convocazione destinata a far arrabbiare un Paese intero. 20) Mou non muore mai. Può piacere o non piacere ma ormai da 20 anni è pura “storia del calcio”. E forza Alcaraz. Ti aspettiamo. Senza di te il tennis perde tantissimo. E il primo a pensarlo è un certo Jannik.