Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / roma / Serie A
Lotito: "Non facciamo sgambetti a nessuno. Roma-Lazio lunedì? Scelta oculata e responsabile"TUTTO mercato WEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 11:00Serie A
di Alessio Del Lungo

Lotito: "Non facciamo sgambetti a nessuno. Roma-Lazio lunedì? Scelta oculata e responsabile"

Claudio Lotito, presidente della Lazio, è intervenuto ai microfoni di SportMediaset, parlando così della finale di Coppa Italia contro l'Inter: "Noi giochiamo le partite per asseverare le nostre potenzialità e le nostre qualità, talvolta ci riesce e talvolta no. Sgambetti? Non facciamo sgambetti a nessuno, ho fatto la battuta perché anno scorso abbiamo condizionato il loro risultato finale in campionato. Abbiamo avuto varie difficoltà, inutile che gliele elenchi, non parliamo degli infortuni che ci hanno penalizzato nel raggiungimento degli obiettivi". Torneranno i tifosi, quanto possono incidere? "Io penso sempre che i tifosi rappresentino il 12esimo uomo in campo, è una realtà e non una frase fatta perché ti danno una spinta in più, una motivazione in più. Se non altro chi gioca sa che ci sono tante persone che spingono, che hanno interesse e la voglia di identificarsi nelle loro gesta e devono dare il massimo per esaudire i desideri dei tifosi". Sarri ha detto che è meglio per la Lazio giocare il derby lunedì sera. È d'accordo? "Lo ha detto lui? Mi attengo a quello che dice l'allenatore, ha fatto le sue valutazioni. Io faccio un ragionamento sulla sicurezza e fare un derby contemporaneamente alla finale degli Atp di tennis a Roma sicuramente è un rischio maggiore, anche perché questo sport è più seguito rispetto a qualche anno fa. Ci sono più persone, se qualche scriteriato volesse fare un gesto inconsulto ha un palcoscenico completamente diverso, che potrebbe stimolarlo ancora di più. Se il Prefetto ha ritenuto di fare una scelta del genere l'abbia fatta a ragion veduta, tra l'altro è stato anche a capo della Polizia, conosce benissimo Roma e i problemi... Si è posto la preoccupazione di correre qualsiasi rischio che potrebbe incidere nella credibilità del nostro calcio. Immaginate se venisse fatto un gesto inconsulto in quel periodo... Secondo me è una scelta oculata e responsabile". Malagò si candiderà alla presidenza della FIGC, qual è la sua visione? "Non ho nulla contro la sua candidatura, ho solo posto un problema dal punto di vista di chi conosce questo mondo in modo più completo. Ho esperienza, sono entrato nel calcio nel 2004, prendendo una società che all'epoca fatturava 84 milioni di euro e ne perdeva 86,5 e aveva 500 milioni di debiti. Ho acquisito un club in Eccellenza come la Salernitana, l'ho fatta ripescare attraverso i regolamenti e un esborso di soldi in Serie D, sono andati in C2 e ho vinto la Supercoppa di Lega, sono andato in C1 e ho vinto il campionato e la Coppa Italia, poi sono andato in B e l'ho dovuta lasciare lì... L'hanno venduta, ritenendo che non ci fosse trasparenza, quando tutta la Lega di Serie A aveva votato per non farla vendere entro quell'anno, ma quello successivo. Fu valutata 80-100 milioni e l'hanno venduta a 10... Tutte le norme che sono alla base al funzionamento del sistema sono estremamente datate. Quando ho posto il problema della Legge dell'81 mi hanno corretto dicendo che non c'è più perché è stata cambiata. No, è stata corretta peraltro in modo monco perché sono riuscito a far aumentare in modo leggero il ruolo della Serie A, quando è la locomotiva di tutto il sistema. Negli altri paesi c'è una configurazione completamente diversa. Prima c'era un calcio romantico con patron che gestivano e finanziavano, oggi ci sono società quotate e fondi di investimento internazionali, che richiedono un ruolo diverso della Lega Serie A. Io avrei fatto prima le riforme e poi avrei scelto il presidente. Se questo è il tema, Malagò poteva fare il commissario, ma così è come se uno si compra il cavallo prima di comprare la stalla. Il cavallo che faccio, lo tengo per strada? Prima facciamo le riforme, poi affidiamo le chiavi a chi riteniamo giusto possa migliorare ancora tutto. Questo mondo vive più che l'aspetto concreto quello fenomenico. Kant faceva una differenza tra fenomeno e noumeno: il primo significa apparire, il secondo è il substrato e io sono abituato a parlare con il substrato. Dobbiamo dare risposte concrete ai problemi della gente, oggi c'è una forma di disaffezione, che nasce dalla mancanza, non solo di risultati, ma dal fatto di vedere paesi che hanno popolazioni residue e non dotati economicamente ed organizzativamente che ci umiliano... Il sistema così come è concepito è sbagliato, non è l'uomo solo al comanda che risolve il problema. Le leggi le fa il Parlamento, la FIGC fa le norme organizzative interne. Sarebbe stato più giusto che il Parlamento si fosse assunto la responsabilità di disegnare un nuovo assetto, una nuova organizzazione e poi, in totale autonomia, il calcio avrebbe dovuto designare chi avrebbe gestito questa nuova ripartenza".