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Due Europei son meglio di uno. E possono dare slancio al rinnovamento degli stadiTUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
Oggi alle 07:40Calcio femminile
di Tommaso Maschio

Due Europei son meglio di uno. E possono dare slancio al rinnovamento degli stadi

Malagò ha lanciato l'idea di bissare l'evento al maschile che ospiteremo nel 2032. Un annuncio che cade a un anno di distanza dall'amara semifinale continentale persa dall'Italia di Soncin
Un anno fa, di questi tempi, stavamo ancora cercando di metabolizzare quella amarissima sconfitta contro l’Inghilterra che precluse all’Italia di Andrea Soncin di giocarsi il titolo Europeo. Una sconfitta arrivata ai tempi supplementari dopo un pareggio in extremis delle campionesse in carica – che poi bisseranno il successo con la Spagna – e sugli sviluppi di un calcio di rigore fallito da Chloe Kelly poi lesta a ribattere in rete e gettare nello sconforto tutta Italia.

A distanza di un anno si sogna un Europeo nel nostro paese

Un anno dopo l’Italia del calcio femminile è ancora protagonista, non tanto sul campo con la Nazionale che sarà chiamata prossimamente a giocarsi l’accesso al Mondiale del 2027 attraverso i play off, quanto a livello politico-organizzativo. Il neo presidente della FIGC Giovanni Malagò nei giorni scorsi ha infatti aperto all’ipotesi di organizzare l’Europeo del 2033, bissando così quello maschile dell’anno precedente che vedrà Italia e Turchia come paesi ospitanti. “Sappiamo di non avere un numero allargato di stadi e città pronte per gli Europei pronti con tutti i parametri richiesti dalla UEFA, però nel 2033 sarebbe bello magari ospitare gli Europei femminili di calcio che è una partita aperta che la Federazione sta giocando. - Ha spiegato Malagò - Sarebbe un evento di importanza enorme, in particolare per avvicinarci ad alcuni Paesi dove il calcio femminile è lo sport più seguito o praticato in particolare a livello giovanile ed universitario”.

Il doppio Europeo e l’impulso al rinnovamento

Se per l’Europeo maschile saranno interessati gli stadi delle città più importanti vista la capienza richiesta dalla UEFA, per quello femminile potrebbero entrare in gioco quelli di città meno grandi e con impianti più piccoli, come sottolineato anche da Malagò stesso: “Potrebbe essere un’opportunità enorme per quegli impianti rinnovati che magari non hanno la capienza sufficiente per ospitare l’Europeo maschile”. Si tratterebbe dunque di dare un ulteriore impulso, in attesa di una legge quadro per gli stadi che viene richiesta da tempo da più parti, per rinnovare e rendere più moderni gli stadi italiani e cercare così di colmare il gap infrastrutturale che ancora ci divide da tanti altri paesi guida del calcio europeo. Oltre ovviamente a dare un ulteriore impulso a un movimento che sta cercando sempre più di trovare una quadra economica per rendersi sempre più sostenibile.