Fosforo, polmoni ed eleganza: così Sergio Carpanesi faceva girare il centrocampo
Il mediano si è spento a Firenze a 90 anni. Nel maggio del 1956 l'esordio da favola a Ferrara, bagnato dal gol vittoria su assist di Julinho. Eleganza, temperamento e una vita spesa per il pallone
Con la scomparsa di Sergio Carpanesi, se ne va l'ultimo, leggendario custode del primo scudetto della Fiorentina.
Il mediano spezzino si è spento all'età di 90 anni a Firenze, la città che lo aveva adottato e che lo ha visto entrare per sempre nella storia del calcio italiano.
Con lui si chiude definitivamente il libro di quella meravigliosa ed epica orchestra calcistica diretta da Fulvio Bernardini nella stagione 1955-56, una squadra capace di dominare il campionato e di restare impressa nella memoria collettiva del paese.
La storia d'amore tra Carpanesi e la Serie A ha i contorni del destino scritto nelle stelle.
Acquistato per la cifra allora irrisoria di 400mila lire dai "Carpanesi Boys" , la squadra ligure creata da suo padre , Sergio era il più giovane di quel gruppo di giganti viola.
Il suo grande momento arrivò il 13 maggio 1956, alla trentunesima giornata, sul campo della Spal a Ferrara, la Fiorentina era già matematicamente Campione d'Italia, ma Bernardini volle premiare il talento e la grinta di quel ventenne, la risposta del ragazzo fu da cineteca, un inserimento perfetto e un gol fulmineo per lo 0-1 definitivo, capitalizzando un assist al bacio del mitico Julinho.
Il primo pallone toccato tra i grandi si trasformò immediatamente nel gol della vittoria, timbrando a fuoco il suo nome nell'anno più bello del club toscano.
Sul rettangolo verde Carpanesi non era un mediano qualunque, ma un centrocampista moderno capace di abbinare una straordinaria pulizia nei passaggi a una resistenza fisica d'altri tempi.
Sapeva fare schermo davanti alla difesa con temperamento e, un attimo dopo, rilanciare l'azione con precisione geometrica, rappresentando l'equilibratore perfetto di ogni reparto.
Dopo gli anni a Firenze, la sua maturità calcistica si compì nella Capitale, dove con la maglia della Roma collezionò ben 158 presenze.
Diventò un pilastro del centrocampo giallorosso e arricchì la sua bacheca con la storica Coppa delle Fiere del 1961 e la Coppa Italia del 1964, prima di continuare a dispensare calcio e leadership con Palermo, Sampdoria e Spal.
Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Carpanesi (oltre a diventare un valente opinionista televisivo) scelse di tradurre la sua straordinaria visione di gioco nella carriera da allenatore.
Guidò piazze importanti come Pisa, Monza e Prato, ma il suo capolavoro assoluto rimase legato alla sua terra natia, sulla panchina dello Spezia firmò un autentico miracolo sportivo nel 1986, trascinando le "Aquile" a una storica promozione in Serie C1 nonostante il club si trovasse in pieno fallimento societario e i calciatori giocassero senza stipendio.
Fu un'impresa d'altri tempi che cementò un legame indissolubile con il pubblico del Picco, che lo aveva celebrato come primo storico membro della Hall of Fame del club.
Firenze, Roma e il calcio italiano perdono un professionista esemplare, un uomo che ha saputo vincere con grazia e insegnare con immutata passione.
Sergio Carpanesi è nato il 22 marzo 1936 a La Spezia ed è deceduto il 21 settembre 2026 a Firenze, all'età di 90 anni
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