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Niente alibi? No, niente benzina...

13.11.2019 17:30 di Gabriele Chiocchio    per vocegiallorossa.it   articolo letto 469 volte
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio

C’è chi al settimo giorno si riposò, per fare un paragone abbastanza ardito, mentre la Roma già alla sesta partita aveva dato segni di cedimento. La settima in questo ciclo è finita ancora peggio, sia come mero risultato che per quanto si è visto in campo. Contro il Parma al Tardini i giallorossi non hanno creato quasi nulla, tornando a non segnare come non accadeva dalla prima di queste gare - quella contro la Sampdoria - e tornando a subire due reti in campionato - dopo averne prese altrettante in Europa League al Borussia-Park - come non si verificava dal 25 settembre, data dell’altro KO di Serie A, contro l’Atalanta. Si fa presto a cercare di eliminare possibili alibi al gruppo per tenerlo sempre sulla corda e pronto a dare il massimo, ma non accorgersi della benzina ampiamente finita diventa chiudere volontariamente gli occhi di fronte a un problema evidente e non dipendente dalla Roma stessa. “Non cambierò molto perché non ce n’è bisogno”, aveva dichiarato Fonseca alla vigilia, cercando di succhiare le ultime gocce di carburante da un serbatoio naturalmente svuotatosi viste le quasi inesistenti rotazioni dovute agli infortuni. Stanchezza fisica e mentale per una Roma che non ha potuto né sopraffare atleticamente un avversario (molto) meglio messo, né provare a vincere “di astuzia” per errori di scelte dovuti all'appannamento di quei calciatori che con la loro qualità avrebbero dovuto scardinare il fortino difensivo messo su da D’Aversa, che con un calcio semplice, ma evidentemente efficace contro un avversario in queste condizioni, ha portato a casa la posta in palio in maniera piuttosto legittima. Il problema, tra l’altro, è lungi dall’essere risolto: i giocatori più importanti, quelli che più di tutti avrebbero bisogno di riprendere fiato (Džeko, Kolarov, ma anche Mancini e Zaniolo, tra gli altri) andranno con le loro nazionali e giocheranno altre due partite; inoltre, l’ingarbugliata situazione di Europa League costringerà la Roma a giocare altre due partite “vere”, che in un’altra situazione avrebbero permesso rotazioni più ampie e la possibilità per elementi come Diego Perotti o Cengiz Ünder di mettere minuti nelle gambe e tornare a essere scelte effettive e non di ripiego. La stagione era lunga e resta lunga, ma anziché abbarbicarsi alla retorica sarebbe anche un po’ il caso di rendersi conto che di ostacoli ce ne sono, anche più del preventivabile.


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