Il salto di qualità di Pisilli: un talento plasmato da Gasperini
Tra i risultati più importanti della stagione della Roma non c’è soltanto il ritorno in Champions League. C’è anche qualcosa di meno immediato ma forse ancora più prezioso nel lungo periodo: la crescita e la valorizzazione di alcuni giovani calciatori, e il simbolo di questo percorso è senza dubbio Niccolò Pisilli.
L'INIZIO DELLA STAGIONE DI PISILLI - La stagione di Pisilli, non è stata semplice fin dall’inizio. Anzi, per i primi mesi il suo spazio è stato praticamente inesistente. Gasperini lo ha tenuto spesso in panchina, concedendogli appena 47 minuti complessivi nelle prime 16 partite stagionali. Una gestione che aveva inevitabilmente fatto discutere. Gasperini ha scelto una strada diversa. Una strada dura, per il 61 giallorosso, ma che nel tempo si è rivelata fondamentale per la crescita del giocatore, che ha continuato a lavorare in silenzio, ad allenarsi con intensità e soprattutto a studiare. Ha osservato il calcio di Gasperini dalla panchina, ha cercato di comprendere i movimenti richiesti le letture tattiche e i tempi di gioco che il tecnico pretende dai suoi calciatori. Ed è proprio qui che si vede la vera crescita di Pisilli. Il centrocampista romanista ha capito che per conquistarsi spazio non bastava il talento. Servivano disciplina, attenzione e la capacità di adattarsi a un calcio estremamente esigente. Poi qualcosa è cambiato.
LA FIDUCIA DI GASPERINI IN PISILLI - La fiducia è cresciuta partita dopo partita e il ragazzo ha iniziato a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nelle rotazioni della Roma. I numeri raccontano perfettamente questa trasformazione. Dopo i primi mesi vissuti quasi esclusivamente ai margini, Pisilli ha giocato 22 partite nella seconda parte di stagione, accumulando 1351 minuti complessivi. Pisilli ha imparato a leggere meglio le situazioni a interpretare più ruoli all’interno del sistema di Gasperini: cresciuto anche come centrocampista centrale e non solo come mezz'ala. Una delle partite meglio riuscite, è stata quella contro la Juventus in cui si è visto tutto il lavoro fisico e mentale che Gasperini ha fatto sul 61. La sua esplosione non è passata inosservata nemmeno sul mercato. Fino a marzo la valutazione del giocatore è schizzata intorno ai 20 milioni di euro, segnale di quanto la sua crescita sia stata rapida e importante. A gennaio, invece, le voci di mercato lo vedevano addirittura lontano da Roma, con diversi club pronti a chiedere informazioni sul suo conto.Ed è qui che diventano significative anche le parole pronunciate da Gasperini: «Per fortuna sono riuscito a trattenerlo e da lì è stato spesso determinante». Una frase che racconta tanto del rapporto costruito tra allenatore e giocatore. In fondo, la storia di Pisilli è anche la dimostrazione di come Gasperini lavori sui giovani. Il tecnico non regala nulla e pretende tantissimo sotto ogni punto di vista. Ma quando un giocatore riesce a entrare davvero nei suoi meccanismi, spesso compie un salto di qualità importante. Il prossimo anno la Roma dovrà gestire campionato, Champions League e coppe nazionali, con un numero di partite largamente superiore e con la necessità di avere una rosa profonda e affidabile. In questo contesto, il contributo di Pisilli potrà diventare ancora più centrale.






