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tmw / roma / Editoriale
Quel costante azzardo di mercato chiamato InghilterraTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 21:00Editoriale
di Gabriele Chiocchio
per Vocegiallorossa.it
fonte L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Quel costante azzardo di mercato chiamato Inghilterra

La casella degli acquisti della Roma, superata la metà di luglio, contiene ancora il numero 0: di questo non sarà certamente contento Gian Piero Gasperini, che ha inoltre perso - rispetto a quelle che erano le sue intenzioni e i suoi desiderata - anche un calciatore su cui faceva affidamento e per il quale voleva il rinnovo, vale a dire Zeki Celik. Il tecnico, e non è assolutamente una novità, ha preteso la conferma in blocco della squadra con cui ha ottenuto il terzo posto, e ha ovviamente il desiderio di aggiungere elementi che possano migliorare qualitativamente questo gruppo di cui si fida e sulla cui unità ha fondato il piccolo grande successo della sua prima annata in giallorosso. Questo significa pochi acquisti ma buoni, di un livello superiore a quello dei calciatori già presenti.

Il mercato ideale, con entrambe le accezioni di questo termine. I buoni (o, possibilmente, più che buoni) calciatori costano e con questo si sta scontrando la Roma, che ancora una volta sta andando a cercare profili dalle squadre inglesi come sta accadendo con Crysencio Summerville, che è retrocesso dalla Premier League in Championship con il West Ham ma che, appunto, è al momento accasato in una società che ha un livello economico più alto della Roma. Un modus operandi che si è tante volte ripetuto nel corso della gestione Friedkin, a partire da quando si è riscattato Chris Smalling dopo non essere riusciti a limare un centesimo dalla richiesta iniziale del Manchester United, passando per l’acquisto di Tammy Abraham a oltre 40 milioni, diventato un peso dopo neanche un paio di stagioni, il costosissimo leasing di Romelu Lukaku e gli acquisti mancati di Jadon Sancho e Joshua Zirkzee, prima dell’arrivo di Donyell Malen.

Rivolgersi al mercato di oltremanica, dove i soldi li hanno praticamente tutti, è sempre un’arma a doppio taglio: da una parte hai una buona possibilità di reperire un calciatore di livello, dall’altra il rischio di non riuscire a trovare un punto d’incontro economico col club e col calciatore stesso, con la possibilità che qualcun altro - magari proprio nel mercato interno inglese - possa portarlo via sempre da tenere presente. Da questo punto di vista la Roma azzarda spesso e va capito se lo fa per scelta proprio o per limiti nel reperimento di profili validi - e meno costosi - altrove. Quel che è certo è che anche quest’anno ci si è impelagati in una telenovela (anzi, più di una) che può finire in entrambi i modi e lasciare ulteriori strascichi in un’estate - inaspettatamente? - già molto difficile.