La Roma è quasi la stessa e non è per forza un male
Roma-Fiorentina è alle porte, la fine del mercato ancora no: la primissima fase della stagione, come sempre, vive nella contraddizione di far iniziare a incrociare rose ancora incomplete, o comunque con ancora in mano la possibilità di rinforzare una base già costruita nei mesi precedenti. Spesso più la prima della seconda, perché proprio negli ultimi giorni si porta a termine un grande numero di affari, che a volte sono in grado di cambiare il volto delle squadre.
In questo primo lunedì di Serie A si affronteranno due formazioni spinte da necessità diverse, che hanno interpretato fin qui la sessione in maniera conseguentemente altrettanto diversa. Da una parte la Fiorentina, reduce da una stagione inaspettatamente inquietante, che ha modificato molto il suo undici ideale, regalandosi anche qualche colpo davvero interessante come Atta; dall’altra la Roma, che sarebbe rimasta addirittura più uguale a quanto sia già rispetto allo scorso anno se avesse chiuso il rinnovo di contratto di Zeki Celik, che ha aggiunto qualche pezzo senza cedere, come richiesto da Gasperini, ma che ci si aspetta non possa avere più di uno, massimo due volti nuovi al fischio di inizio di Marcenaro.
Tante volte abbiamo scritto di come la forza della Roma che ha conquistato il terzo posto, e che giovedì prossimo scoprirà i suoi avversari in nella fase campionato di Champions League, siano stati la grande unità di intenti e un collettivo che ha saputo andare oltre la somma dei singoli, i quali, a scanso di equivoci, determinano comunque una differenza tecnica con i vari avversari. All’Olimpico, dunque, se gli ospiti potranno presentarsi con una freschezza e un entusiasmo dettati da un rinnovamento e da una voglia di fare molto meglio rispetto allo scorso anno, i padroni di casa risponderanno con quel che hanno più nelle loro corde.
È questo il lato positivo - perché c’è sempre, o almeno spesso, un lato positivo - di un mercato fin qui condotto con tempistiche non certo straordinarie e che deve ancora concludersi: proprio per le modalità con cui è arrivato il risultato nella stagione che si è conclusa tre mesi fa, anche una squadra poco cambiata rispetto a quella può e deve essere sufficiente per almeno per iniziare questa annata. Delle altre trentasette partite avremo tantissimo tempo per parlare, molto più di quello che manca, per fortuna, alla fine del calciomercato.


