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La Serie C come serbatoio di talenti per il calcio italiano. Cos'è la 'Riforma Zola'TUTTO mercato WEB
ieri alle 22:04Serie C
di Tommaso Maschio

La Serie C come serbatoio di talenti per il calcio italiano. Cos'è la 'Riforma Zola'

Dopo l’eliminazione dell’Italia dal terzo Mondiale di fila, che ha portato alle dimissioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina e del capo delegazione Gigi Buffon, si è tornati a parlare della valorizzazione dei giovani italiani, di dare loro maggior spazio magari anche inserendo degli obblighi sul numero di giocatori del nostro paese da avere in rosa e in campo – anche se qui ci sarà da scontrarsi contro il diritto comunitario – per cercare di rimettere in piedi un movimento che ha toccato di nuovo il fondo. E la mente è subito andata a quella ‘Riforma Zola’, dal nome dell’ex numero 10 Gianfranco Zola, che è stata varata in Serie C dopo l’arrivo alla presidenza di Matteo Marani. Come si legge sul sito ufficiale della Lega Pro, la Serie C sarà "un campionato sempre più a trazione giovanile, dove già il nuovo regolamento sul minutaggio dei giovani ha spiegato effetti importanti, rispetto alla precedente stagione sportiva, con l’aumento del 48% di calciatori in lista settore giovanile, con il 25% di minuti in più disputati dagli stessi e con una crescita del 26% del numero di squadre che utilizzano calciatori cresciuti nel vivaio del club". Uno dei punti chiave di questa riforma è appunto quella di trasformare la Serie C nel principale serbatoio di talenti per il calcio italiano incentivando l’investimento nei vivai con a partire dalla stagione in corso un aumento fino al 400% dei contributi finanziari per i club che schierano giocatori formati nel proprio vivaio. Ma non solo: da questa stagione infatti il 15% delle risorse sarà distribuito equamente fra i club, mentre il restante 85% sarà legato a criteri tecnici e di minutaggio dei giovani. La data da segnare in rosso sarà quella della stagione 2028/29 quando “all’interno della lista settore giovanile, ogni club dovrà inserire un numero minimo di otto giovani formati all’interno della propria società”. “La riforma si articola in due fasi principali. La prima mira a stimolare e incentivare, anche economicamente, le società a investire sempre di più nei settori giovanili. Premiamo chi fa giocare calciatori cresciuti internamente, attraverso il lavoro del proprio vivaio. - aveva detto Zola al momento della presentazione - L’obiettivo è valorizzare il talento che si ha già in casa: farlo crescere, maturare e arrivare in prima squadra. La seconda fase, invece, è quella che stiamo preparando per la prossima stagione (quella attuale): vogliamo premiare le società che investono nelle infrastrutture necessarie affinché questo lavoro possa svilupparsi al meglio. Parlo della formazione dei tecnici, ma anche di tutte quelle figure professionali fondamentali per la crescita dei ragazzi”.