Non è finita! Fino a mercoledì non si disperda questo incredibile patrimonio d'entusiasmo: crediamoci!
In un Arechi stavolta spettacolare solo dal punto di vista numerico e che a tratti ha assistito alla partita in un irreale silenzio, la Salernitana non va oltre l’1-1 con il Brescia. Risultato tutto sommato giusto, pur con l’enorme vantaggio per l’avversario dettato dal riposo di due settimane e dalla possibilità di giocare il match di ritorno col Casarano senza nemmeno sudare la maglia. E proprio la differente condizione fisica ha determinato quanto abbiamo visto sul rettangolo verde, con i “nostri” spesso in ritardo sulle seconde palle e incapaci di sfruttare le ripartenze una volta trovato il vantaggio con il bellissimo gol di un ottimo De Boer.
Prima della gara con la Casertana, però, ci siamo ripromessi di ridurre quanto più possibile ogni disquisizione tecnica per dare supporto alla Bersagliera sperando di poter uscire dall’inferno della terza serie. E allora continuiamo a guardare il bicchiere mezzo pieno: la Salernitana ha ancora il 50% di possibilità di guadagnare l’accesso alla finale per la B. I granata rendono meglio in campo esterno, il Rigamonti non è l’Arechi e forse anche loro inizieranno ad accusare un minimo di stanchezza. Sperando in un arbitro più adeguato.
Checchè ne dica Mandorlini, in questa post season i torti sono già tanti: gestione dei cartellini pessima, un rigore netto negato col Ravenna e oggi il mancato rosso a Silvestri per il fallo su Longobardi che si stava involando verso la porta. Al VAR c’era Aureliano, quello di Sampdoria-Salernitana. Stop. E pensare che Madonia, da 4 in pagella, non aveva visto due falli di mano netti, quelli che Corini ha ritenuto “dubbi” e che invece avrebbero richiesto anche un provvedimento disciplinare. Certamente non ci aspettavamo un Brescia così competitivo, con 3-4 calciatori di livello superiore alla media della categoria e un Crespi destinato a un’ottima carriera.
Ma ripartiamo da una frase molto intelligente di Cosmi: “Non so se loro potranno ripetere una performance di questo livello così alto, di certo noi non siamo questi e quindi c’è la possibilità di fare una gara di qualità e di ottenere la qualificazione”. D’altronde, se a Salerno già pensiamo di essere stati eliminati, cosa dovrebbero dire a Catania laddove una corazzata sulla carta nettamente superiore a tutti ha beccato 4 reti ad Ascoli e tre gol in casa dal Lecco? E immaginiamo stasera fosse finita 0-0: saremmo così “depressi” – sportivamente parlando – o accetteremmo con maggiore serenità il pari contro chi si è dimostrato superiore sotto il profilo tecnico.
E allora…calma. A Brescia sarà dura, giocando come stasera le possibilità di passare il turno sono ridotte al lumicino e, nella migliore delle ipotesi, affronteremo un Ascoli che strameritava la promozione in B già in regular season e che, da marzo a oggi, le ha vinte praticamente tutte dando spettacolo. Ma questo problema speriamo di porcelo mercoledì alle 22. O alle 23, chissà. Perché in teoria per passare il turno ci sono due risultati su tre, col pari che significherebbe rigori. Non si disperda il clima d’entusiasmo ricreatosi in queste settimane, con gli ultras assoluti protagonisti. Salerno e la provincia, quando vogliono, sanno fare la differenza e ora più che mai quel “ci devi credere” finale deve dare ai calciatori quell’energia aggiuntiva per andare in terra lombarda con la consapevolezza di poter riscrivere la storia. Non è finita. Non ancora. Crespi ha gelato l’Arechi, ma la Salernitana di Cosmi in trasferta ha già vinto a Caserta e Ravenna. Non c’è due senza tre…






