Da Colantuono a Cosmi, 4 anni di valzer in panchina. Iervolino spera di trovare continuità
Dalla sua acquisizione nel gennaio 2022, la presidenza di Danilo Iervolino alla guida della Salernitana è stata tutto fuorché noiosa, specialmente per quanto riguarda la conduzione tecnica. La panchina granata si è trasformata in una vera e propria sedia girevole, con un susseguirsi di allenatori che hanno provato a imprimere la propria visione, spesso con risultati altalenanti e permanenze effimere. Un valzer che ha visto protagonisti molti volti noti e meno noti, in un tentativo continuo di trovare la formula vincente per la squadra campana.
Il primo cambio significativo, sebbene non direttamente ascrivibile alla gestione Iervolino dall'inizio della stagione, avvenne con l'esonero di Stefano Colantuono nel febbraio 2022. Arrivato con la squadra in seria difficoltà, il tecnico laziale lasciò il posto a Nicola, segnando l'inizio di una serie di avvicendamenti che avrebbero caratterizzato i mesi e gli anni a venire.
Davide Nicola fu il primo a inaugurare la "politica del doppio esonero" in casa Salernitana. Protagonista di una salvezza miracolosa nella stagione 2021/2022, fu licenziato una prima volta nel gennaio 2023 dopo una pesante sconfitta, solo per essere richiamato sulla panchina granata nel giro di poche ore, un evento quasi unico nel calcio moderno. La sua seconda avventura durò però poco, concludendosi definitivamente il mese successivo.
A raccogliere il testimone, nel febbraio 2023, fu Paulo Sousa. Il tecnico portoghese, reduce da esperienze internazionali, portò entusiasmo e un calcio propositivo, riuscendo a centrare una comoda salvezza. Nonostante le buone premesse, anche il suo percorso si interruppe bruscamente nell'ottobre 2023, dopo un inizio di campionato difficile e diverse polemiche legate all'incontro estivo in gran segreto con i rivali di sempre del Napoli, pur con l'implicita autorizzazione della società.
La girandola riprese con l'arrivo di Filippo Inzaghi, un nome di prestigio per il calcio italiano. "Super Pippo" cercò di risollevare le sorti di una squadra in caduta libera, ma l'impresa si rivelò ardua. La mancanza di risultati convincenti lo portò all'esonero nel febbraio 2024, dopo soli pochi mesi di gestione. Al suo posto, la Salernitana puntò su Fabio Liverani, sperando in una scossa che potesse riaccendere le speranze di salvezza. Anche la sua esperienza, tuttavia, fu estremamente breve e travagliata, terminando con un rapido addio dopo un pugno di partite senza inversione di tendenza.
Dopo Liverani, si fece un tentativo con Stefano Colantuono ma la situazione era ormai estremamente compromessa e l'approdo in Serie B inevitabile. Da qui la retrocessione è un altro valzer: Martusciello-Colantuono-Breda-Marino. Sintesi perfetta di una stagione fallimentare. L'ultimo episodio, in ordine di tempo, di questa complessa alternanza in panchina riguarda Raffaele, allenatore che ha iniziato questa stagione in Serie B ma evidentemente la società ha deciso di cambiare rotta di nuovo per perseguire gli obiettivi prefissati.
In poco più di quattro anni, la Salernitana di Iervolino ha visto alternarsi ben nove allenatori diversi. Un dato che riflette una chiara intenzione della proprietà di non accontentarsi e di cercare costantemente la soluzione migliore, ma che evidenzia anche una scarsa stabilità e continuità nella guida tecnica. Trovare la quadratura del cerchio sulla panchina granata si conferma una delle sfide più ardue per il presidente Iervolino, in attesa di capire quale sarà il prossimo capitolo di questa intensa saga.
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