Ulteriori riflessioni su Faggiano, tra retroscena e prospettive future. I dettagli
Col passare delle ore prende sempre più corpo quanto vi anticipammo 48 ore dopo la sconfitta di Brescia: Iervolino, salvo clamorosi ripensamenti, potrebbe ripartire dal tandem Faggiano-Cosmi. Se sull’allenatore pare siano tutti d’accordo soprattutto per il feeling che si è creato con la piazza e per aver ridestato dal torpore uno spogliatoio ormai spento, sul direttore sportivo ci sono ancora delle ultime valutazioni da fare. Nulla lascia presagire un clamoroso divorzio, intendiamoci, ma nella relazione stilata da chi ha vissuto nel quotidiano la Salernitana si evidenziano una serie di negatività delle quali si chiederà conto prima di rinnovare la fiducia.
Oltre alla campagna acquisti deludente in inverno (di fatto Lescano è stato un blitz del patron), alla proprietà non sono piaciuti alcuni atteggiamenti che non hanno permesso al ds di creare un rapporto solido con la piazza, con la stampa e con l’intero ambiente granata. Le tante espulsioni, le multe, il nervosismo in panchina, la scena poco edificante di Cava con Raffaele, le diatribe in diretta tv con i giornalisti e la poca empatia generale con il contesto granata avevano fatto pensare a un esonero già dopo il ko col Monopoli, prima che Faggiano proponesse un allenatore ritenuto gradito al club per il post Raffaele.
Se oggi Faggiano resta lo deve anzitutto al contratto ancora in essere, poi alla consapevolezza che il suo addio renderebbe complesso il rinnovo di Cosmi. Poi ancora perché solo chi ha portato questi calciatori a Salerno può avere la possibilità di collocarli altrove in tempo ragionevolmente brevi. Nello specifico sono fortemente in discussione i vari Anastasio, Molina, Capomaggio, Longobardi (preferito a un Letizia che sarebbe venuto a piedi alla Salernitana, senza pesare sul monte ingaggi e con un entusiasmo incredibile), Carriero e Arena, elementi che non hanno dato quel contributo determinante che era lecito attendersi.
Ricordiamo che la Salernitana di Faggiano primeggia nella classifica degli stipendi e in quella dei compensi per i procuratori, un controsenso se consideriamo che la Bersagliera non ha mai lottato concretamente per la promozione diretta arrendendosi già a gennaio dopo la figuraccia di Siracusa. A confortare la nostra tesi che parla di una fiducia non incondizionata anche le interlocuzioni pregresse tra la società e Foresti, dirigente che evidentemente gode della stima di Iervolino e Milan.
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