Cinquantatré milioni di rimpianti: storia di un'occasione fallita
C'è un momento preciso in cui la Salernitana ha smesso di essere una favola e ha cominciato a essere una meteora. Non è la sera del playout contro la Sampdoria, con i seggiolini che volavano e la retrocessione in Serie C. No: quel momento è arrivato tre anni prima, nell'estate del 2022, quando un nuovo direttore sportivo appena insediato, Morgan De Sanctis, decise di cedere il miglior calciatore granata accettando in contropartita un difensore che era appena retrocesso col Cagliari.
I fatti, adesso che il tempo ha reso tutto brutalmente chiaro, parlano da soli.
Walter Sabatini aveva portato Ederson in Serie A a gennaio 2022 per appena 6,5 milioni di euro, prelevandolo dal Corinthians. Il brasiliano fu decisivo per la salvezza miracolosa. Quella stessa estate, l'Atalanta lo voleva a tutti i costi. Nell'operazione fu inserita anche una contropartita tecnica, Matteo Lovato, valutato 11 milioni di euro. Ai nerazzurri Ederson costò dunque 13-14 milioni di euro cash più il cartellino di Lovato.
Tredici milioni cash. Per il miglior centrocampista della squadra. Acquistato sei mesi prima per 6,5 milioni.
La plusvalenza reale, quella in contante, era di circa sette milioni. Il resto era un giovane difensore che aveva appena vissuto una retrocessione. Il ragionamento di De Sanctis era, almeno in teoria, comprensibile: Lovato era un classe 2000, titolare della Nazionale Under 21, quotato undici milioni. Su carta, un affare bilanciato. Nella realtà del calcio vissuto, una catastrofe annunciata.
Lovato a Salerno finì tra le riserve. Non incise. Non salvò. Contribuì, per sottrazione di qualità, a quel lento naufragio che culminò nella prima umiliante retrocessione. Dal calcio dei campioni alla terza serie, un doppio salto all'indietro in appena due anni, naturale conseguenza dei troppi errori di gestione societaria che il club di Iervolino ha collezionato, di scelte sbagliate nonostante gli investimenti effettuati.
Ma la domanda davvero crudele da porsi non è perché Lovato abbia deluso. È questa: quanto vale oggi Ederson?
Il centrocampista brasiliano sta per lasciare l'Atalanta per approdare al Manchester United: i due club hanno raggiunto un accordo sulla base di 48 milioni di euro più 5 di bonus, per un totale potenziale che si avvicina ai 53 milioni. Acquistato dalla Salernitana nell'estate del 2022 per circa 23 milioni di euro, l'operazione consentirà all'Atalanta di registrare una plusvalenza compresa tra 36 e 40 milioni di euro.
Cinquantatré milioni. Cinquantatré. Contro i tredici incassati dalla Salernitana. Il delta è di quaranta milioni: la differenza tra una società che si rafforza strutturalmente per anni e una che sopravvive appena un'altra stagione prima di precipitare nell’inferno della Serie C.
Va detto per onestà intellettuale: la Salernitana non avrebbe potuto tenere Ederson in eterno un calciatore destinato al grande palcoscenico. La vendita era inevitabile. Il punto non è se vendere, ma come. E soprattutto: a quanto, e in cambio di cosa.
Sarà un caso, ma poche ore dopo una provocatoria conferenza stampa di De Sanctis, l'affare si sbloccò: Nessuno si chiese allora perché l’Atalanta cedeva definitivamente un giovane così “promettente”. Perché Gasperini già lo considerava un esubero. La Salernitana riceveva un giocatore con una retrocessione appena messa in tasca, e già questo era un segnale.
L'errore di De Sanctis sulla gestione di Ederson non fu isolato. Si inserisce in una sequenza di scelte infruttuose. Con De Sanctis al timone, le scelte sul mercato estivo portarono Ikwuemesi, Legowski, e Stewart: gente che farebbe la riserva anche in C. Almeno due di questi nomi erano i “frutti” di un approccio algoritmico ai dati, con la stessa logica asettica che aveva prodotto Lovato: sulla carta, tutto quadra; sul campo, niente funziona.
Poi c'è la storia di Edoardo Iannoni, classe 2001, cresciuto nel settore giovanile granata, ceduto senza che nessuno si prendesse la briga di scommetterci seriamente, nonostante Sabatini avesse cercato in tutti i modi di riprenderlo l’anno prima perché lo riteneva, a ragione, un talento da non perdere. Ad agosto 2024 è arrivata la grande occasione con il Sassuolo in Serie B, che l'ha acquistato a titolo definitivo. Con i neroverdi ha collezionato 23 presenze vincendo il campionato di categoria e conquistando la promozione in Serie A. Iannoni adesso gioca nel massimo campionato. La Salernitana è in Serie C. Un’altra potenziale ricca plusvalenza evaporata nel nulla. Il commento è superfluo.
Ora, la domanda che i tifosi granata si ancora oggi è: chi porta la responsabilità più pesante? De Sanctis o chi lo scelse come successore di Sabatini?
Ricordiamo lo sbigottimento dei tifosi alla notizia improvvisa e inaspettata del licenziamento di Sabatini, che ai più apparve precipitosa e rischiosa. De Sanctis raccolse l'eredità di Walter Sabatini dopo il suo burrascoso addio. Sabatini era l'uomo che aveva intuito Ederson quando nessuno in Europa sapeva chi fosse. Era l'uomo che aveva costruito la salvezza miracolosa. Sostituirlo con un esordiente nella direzione sportiva è stato probabilmente il vero atto fondativo del declino granata.
Sabatini avrebbe gestito la cessione di Ederson in modo radicalmente diverso. Non perché sia onnipotente, ma perché il mercato dei giocatori era la sua lingua madre: sapeva aspettare, sapeva creare aste, sapeva che un calciatore di quel profilo, mezzala dinamica, struttura fisica, capacità di inserimento, valeva ben più di quello che l'Atalanta offriva inizialmente. La storia di Ederson in Italia è quella di un talento intuito prima degli altri. Fu Walter Sabatini a portarlo in Serie A nel gennaio 2022 per appena 6,5 milioni di euro. Chi conosce meglio il valore di un calciatore: chi lo ha scoperto o chi lo ha ereditato e venduto alla prima offerta con una contropartita evaporata rapidamente?
La risposta è nella cifra finale. L'Atalanta sta incassando cinquantatré milioni da un giocatore comprato a ventitré. La Salernitana ne aveva incassati solo tredici in contanti, cedendo lo stesso calciatore. La differenza non è sfortuna. È la distanza abissale tra chi sa fare mercato e chi improvvisa.
Oggi la Salernitana è in Serie C. Ederson sarà titolare al Manchester United mentre Lovato è alla ricerca di una squadra e rappresenta un pesante fardello per il DS Faggiano e un eventuale ritardo nella sua cessione rischia di comprometterne il mercato.
La verità è che la plusvalenza più ricca della storia granata potenziale l'ha incassata la Dea.
Alla Salernitana è rimasto il rimpianto e . . . i cocci da raccogliere.


