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24 anni anni dopo, un'altra figuraccia mondiale di Bielsa. E rischia di diventare un meme

24 anni anni dopo, un'altra figuraccia mondiale di Bielsa. E rischia di diventare un meme TUTTOmercatoWEB
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Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
Oggi alle 17:56Mondiali 2026

Finisce come peggio non potrebbe l'avventura di Marcelo Bielsa con la selezione uruguayana. L'eliminazione in un torneo a 48 squadre, in un girone con Capo Verde e Arabia Saudita. Una Celeste che, sebbene non sia quella dell'era prime di Cavani e Suarez è comunque qualitativamente superiore alle due squadre citate.

"Non lascio nulla al calcio uruguaiano, perché qualsiasi contributo un allenatore possa dare al calcio di un paese in cui ha lavorato per tre anni non attecchisce mai veramente se non si ottengono risultati. Il quarto posto nelle qualificazioni ai Mondiali non è servito a nulla, il terzo posto in Copa América non è servito a nulla, e ovviamente non c'è bisogno che mi dilunghi su queste prestazioni. Ma se mi chiedete come verrà ricordato il mio periodo qui, sarà come un periodo che non ha prodotto nulla" sono state le sue parole in conferenza stampa, dopo il fracaso contro la Spagna.

Un Bielsa che ha perso le staffe nell'immediato dopo-partite, urlando a un giornalista in diretta TV. Una scena destinata a diventare meme, scalfendo in qualche modo l'immagine di guru che il tecnico argentino si è costruito.

Tensioni che nel ritiro dell'Uruguay ci sono state già da tempo, tanto che è stato riferito come alcuni senatori si siano confrontati con lui manifestando malcontento per i suoi metodi di allenamento e palesando una frattura insanabile.

A conti fatti, la sua esperienza di ct si è rivelata un fiasco e il discorso lo allarghiamo anche alle precedenti esperienze di selezionatore. Quello del 2026 era il suo terzo Mondiale, il secondo dei quali lo vede uscire già ai gironi. Clamoroso il modo in cui è successo con l'Uruguay, ma non al livello del 2002 dove con un'Argentina che si presentava in Corea a Giappone come favorita della vigilia chiudeva terza, dietro a Svezia e Inghilterra. Un flop di dimensioni gigantesche se pensiamo che in quella squadra c'erano giocatori del calibro di Walter Samuel, Javier Zanetti, Juan Sebastina Veron, Diego Simeone, Gabriel Batistuta, Ariel Ortega, Hernan Crespo, Marcelo Gallardo. Una squadra stellare che dominò le qualificazioni per poi squagliarsi al momento del dunque. Clamorosamente, la Federcalcio gli rinnovò la fiducia, venendo ripagata con la vittoria delle Olimpiadi di Atene.

Unico torneo da salvare quello del 2010 alla guida del Cile, che portò alla Coppa del Mondo dopo 12 anni e trascinando la roja fino agli ottavi di finale.

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