Società, andare in B allestendo uno squadrone è obbligo morale. Al resto penserà il dodicesimo uomo
La Salerno calcistica vive di passioni viscerali, di quelle che non conoscono mezze misure. E in questi primi caldi giorni di luglio, l’atmosfera all’ombra del Castello di Arechi oscilla pericolosamente tra due sentimenti contrastanti: da un lato l'innegabile scetticismo per un mercato che stenta a decollare, dall’altro la consapevolezza che il potenziale economico e gestionale del patron Danilo Iervolino impone un solo, reale obiettivo: la promozione diretta.
Con il raduno e la partenza per la prima tappa nel ritiro umbro di Cascia ormai alle porte — partenza fissata il 14 luglio — la clessidra ha cominciato a svuotarsi rapidamente.
Ma dove si trova oggi il Cavalluccio Marino, e dove può realmente arrivare? La piazza mormora, e le ragioni non mancano. Se è vero che la continuità tecnica è stata garantita blindando il DS Daniele Faggiano (rinnovo fino al 2028) e confermando in panchina l'esperienza di Serse Cosmi, è altrettanto vero che l'organico sconta ancora i postumi di una stagione complessa e necessita di innesti profondi in ogni reparto.
Fino a pochissimi giorni fa, la casella degli acquisti era desolatamente vuota, ma finalmente qualcosa ha iniziato a muoversi, delineando le prime strategie di Faggiano.
A rompere il ghiaccio era stata l'ufficialità del portiere Cesare Galeotti (classe 2002, reduce dall'esperienza al Trapani), arrivato a blindare una porta rimasta orfana di certezze. A stretto giro, però, il mercato granata ha registrato altri due movimenti significativi: l'arrivo a titolo definitivo di Manuel Llano dalla Casertana, un innesto di sostanza per lo scacchiere tattico di Cosmi, e la contestuale cessione in prestito del centrocampista Molina al Trento, un'operazione utile a sfoltire la rosa e a garantire minutaggio al calciatore.
La sensazione è che si tratti dei primi tasselli di un mosaico ancora tutto da decifrare. Il monte ingaggi — che si aggira intorno ai 7 milioni anche a causa di rientri pesanti dai prestiti — impone un lavoro certosino di uscite (come dimostra il caso Molina) prima di poter sferrare i colpi da novanta capaci di accendere definitivamente l'entusiasmo dei tifosi.
La tifoseria granata guarda al calendario con comprensibile ansia. Vedere i motori delle dirette concorrenti già su di giri mentre la Salernitana si appresta a salire in Umbria con un cantiere ancora ampiamente aperto evoca i fantasmi del recente passato. Il timore più grande è che il ritardo accumulato in questa fase iniziale possa pesare sulle gambe e sulla tattica nei primi impegni ufficiali, costringendo Cosmi a lavorare a Cascia con una rosa sperimentale o infarcita di elementi ancora in odore di cessione. Tuttavia, ridurre tutto al "ritardo" rischia di essere un errore di prospettiva. Il mercato moderno è un gioco d'attesa e di nervi saldi, soprattutto per i club che possono permettersi di muovere cifre importanti nelle ultime settimane della sessione estiva. I primi innesti dimostrano che la macchina organizzativa, seppur a fari spenti, si è messa in moto.
Ed è qui che entra in gioco la figura di Danilo Iervolino.
Nonostante le voci e le frenate degli scorsi mesi, il patron ha scelto la strada della stabilità, confermando la volontà di investire per raddrizzare la rotta. In un campionato dove molte società lottano quotidianamente con la sostenibilità finanziaria minima, la Salernitana vanta una solidità strutturale e un budget complessivo che pochi altri possono permettersi. Le potenzialità per puntare al primo posto e alla promozione diretta ci sono tutte, ma a patto di rispettare tre condizioni fondamentali:
Lucidità e Profili Funzionali: l'acquisto di Llano dimostra la volontà di pescare profili pronti e affamati dal mercato campano e di categoria. Bisogna continuare su questa linea, evitando i "doppioni" del passato. Cinismo sul mercato: sfruttare la forza economica del club non per strapagare elementi a fine carriera, ma per strappare alle concorrenti i top di categoria nei ruoli ancora scoperti (difesa e attacco in primis). Compattezza: società e piazza devono remare dalla stessa parte. La vittoria non si ottiene con il blasone, si conquista con il fango e la pazienza. In conclusione, il viaggio verso Cascia rappresenta lo spartiacque. La Salernitana ci arriva con le valigie piene di dubbi ma anche di prime, concrete risposte. Se la preoccupazione dei tifosi è lo stimolo giusto per non abbassare la guardia, la certezza è una sola: con Iervolino al timone e il binomio Faggiano-Cosmi a guidare l'area tecnica, i granata hanno il dovere di essere i padroni del proprio destino. Il tempo stringe, è vero, ma la qualità dei colpi che verranno varrà molto più dei giorni persi sul calendario.


