DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - La neve non ferma il bob blucerchiato
Il bob a tre doriano quasi va fuori pista, si riprende e gioisce alla fine di una partita scorbutica, fastidiosa e giocata con un tempo da lupi e più adatto al campionato russo che a quello italiano. La mediana blucerchiata non perde la trebisonda neanche sotto la nevicata, cercando di giocare in ogni modo la palla e trovando sempre quel palleggio, vero e proprio mantra di Giampaolo.
Non è stato semplice, i diretti avversari erano molto in palla, rigenerati dalla cura Oddo che ha riportato l'Udinese a giocare come l'avevamo vista all'andata. Fofana, Balic e Barak, con fisicità e gamba, Jankto e De Paul hanno agito da falsi nove e dieci e questo portava ad avere un traffico in mezzo al campo degno di Shangai il giorno del capodanno cinese. Torreira ha fatto la sua partita standard, trovando spazio per impostare anche se non con continuità. Appena – però – riusciva ad avere un metro, l'azione subiva accellerazioni improvvise. Due recuperi strepitosi in scivolata sono riusciti anche a far andare per terra un gigante come Seko Fofana, che è stato disturbato anche in fase aerea dal numero 34 blucerchiato.
Edgar Barreto conferma e ribadisce il suo ruolo di scudiero affidabile, affidandosi alla sua cara sciabola, lasciando il fioretto a Ramirez prima e Ricky Alvarez poi. Combatte, soffre e suda pure con la neve. Il danno collaterale dell'infortunio di Praet è stato attutito con grande onore dal guerriero paraguaiano. Il rinnovo se lo è guadagnato ampiamente. Nota stonata, Linetty. Il polacco soffre le incursioni degli interni bianconeri e il pressing delle due false punte. Anche in fase propositiva non riesce ad essere lucido sempre e sbaglia molto dal punto di vista tecnico. L'impegno non manca ma le occasioni più nitide della squadra bianconera arrivano da sinistra e lui non aiuta neanche molto Murru a contenere Widmer e Barak. Pazienza, ha tutto il tempo di recuperare, senza dimenticare che se la Samp è sesta dal 15 ottobre, il merito è anche dell'ex Lech Poznan, che ribaltò la gara con il suo ingresso.
Una prova dura, ma superata con brillantezza e intelligenza dai tre mediani doriani. Adesso arriva il vero e proprio spareggio europeo, anche se dopo Bergamo ci saranno altre undici partite prima della conclusione. Il campo è ostico, l'avversario di livello. Giampaolo parla di partita di cartello per la sua Sampdoria. Speriamo possa essere una di quelle che segnano il ricordo dei tifosi blucerchiati, che saliranno numerosissimi anche all'Atleti Azzurri d'Italia. Perchè l'Unione può fare la differenza.


