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SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA  - Nell'Unione la salvezzaTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
lunedì 7 marzo 2022, 12:04News Doria
di Paolo Paolillo
per Sampdorianews.net

SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Nell'Unione la salvezza

La rubrica di approfondimento dedicata alla difesa della Sampdoria reduce dalle sconfitte esterne contro Atalanta e Udinese.

Una vittoria e due sconfitte catastrofiche, per punteggio (Bergamo) e per atteggiamento (Udine). Solita Samp da trasferta o c'è qualcos'altro? A mio parere c'è qualcosa che sfugge a tutti noi. Una squadra che passa da prendere zero gol in due partite casalinghe ad otto gol in quattro trasferte, fa pensare. La tenuta emotiva è labile, non sembra che ci sia la voglia di togliersi dalle sabbie mobili con altro che non sia il tasso tecnico, contando solo sui guizzi individuali. Sappiamo bene che per salvarsi serve la bava alla bocca, cosa che è mancata nell'ultima settimana.

Tralasciando la partita con l'Empoli, che è stata controllata dal quindicesimo minuto in poi, non nel senso di dominio del gioco ma di difendere gli attacchi ospiti, le partite con Atalanta e Udinese hanno riportato al punto di partenza una difesa che sembrava aver trovato le misure per reggere gli urti avversari. E se Cutrone non si mangia il gol dopo cinque minuti, chissà...

Ecco, se vogliamo usare un paragone, la Sampdoria, da quando è tornato Giampaolo sta giocando a Monopoly o, già che ci siamo, al genovesissimo Palanche. Quando sembra che gli investimenti stiano andando bene e i dadi girino i numeri giusti, si torna al punto di partenza. Forse, anche più in basso.

Inutile parlare di interpreti, Falcone fa quello che può ma arrivano da ogni parte e limitare il passivo diventa improbabile. Ci riesce a Udine, tenendo in partita incredibilmente la Sampdoria con due parate fondamentali, sui gol può fare poco. A Bergamo gli arrivano da ogni dove e quando può ci mette il suo. Colley e Yoshida sono stati sorprendenti alla Dacia Arena, perché sembravano le brutte copie di loro stessi. Metti che l'africano stia patendo il fatto di non essersi riposato mai, in questa stagione, accusando un calo di forma fisiologico. Fatico, però, a riconoscere il capitano del Giappone in quello sceso in campo contro i bianconeri di Cioffi. Lento, in ritardo sempre, accorcia male sul primo gol di Deulofeu, lasciando allo spagnolo il tempo di girarsi e prendere la mira. Stessa cosa nell'azione del raddoppio, quando prova a chiuderlo e deve arrivare Colley a mettere il piedone per respingere il tiro da dentro l'area del fantasista friulano, scappato con un movimento banale alla marcatura di Yoshida.

Ferrari, invece, nelle tre partite in questione, si è fatto rispettare, limitando Pinamonti, lottando perlomeno contro le furie nerazzure di Gasperini e arraggiandosi su Deulofeu e Beto. In questo momento, va fatto giocare.

Capitolo terzini: con l'Empoli bene, sia Bereszynski, che ha dato spesso superiorità, sia Murru, che ha tenuto bene e si è proposto con regolarità. A Bergamo il polacco non c'era e – per certi versi – si può dire lo stesso per il terzino sardo, assente non giustificato anche ad Udine. Non me ne voglia il buon Murru, ma credo che il problema sia mentale su come inizia la partita. Se imbrocca il primo intervento/passaggio/giocata, allora fa una partita. Se viene attaccato e messo in difficoltà, va in affanno e patisce per l'intera gara. Non aiuta, e parlo della parte sinistra della difesa, l'involuzione di Augello, che sembra tornato quello degli esordi. Non spinge, difende con fare incerto. Era diventato cardine di questa formazione, ora sta patendo. Con la Juventus, a mio modo di vedere, fa data fiducia al terzino ex Spezia. Per quanto riguarda Bere, ci capisce poco anche lui contro Pereyra e compagni, facendosi sempre puntare e saltare da Udogie - con tutto il rispetto - non Roberto Carlos.

Conti è stato l'unico a salvarsi contro la sua ex, tenendo in qualche modo Boga, ed è mancato come il pane contro l'Udinese. La sua attitudine a giocare anche più alto, può essere una freccia nell'arco tattico di mister Giampaolo, in questo rush finale.

Magnani, purtroppo per lui, sbaglia ogni cosa potesse sbagliare e ha sul groppone l'inizio della sventurata serata bergamasca, con due errori di impostazione e di posizione che condannano i blucerchiati.

In buona sostanza, la difesa deve capire – come tutta la squadra – che bisogna, per dieci partite, superarsi. Superare le proprie difficoltà, i propri dubbi e le proprie apprensioni. Tornare ad essere concentrati, spietati, aggressivi ed efficaci. Possiamo farcela, dobbiamo farcela. Per un bene supremo e unico: la salvezza della Sampdoria. In tanti anni, mi è sempre piaciuto citare un concetto cardine di questa società e di questo ambiente: nel nostro nome, passa troppo spesso inosservato il vero fulcro ed essenza di quello che è la Samp o il Doria, ossia UNIONE. Ecco, questo concetto, presidente Lanna, prima di insegnarlo alle generazioni future, andrebbe insegnato a chi adesso ci deve salvare, a tutti i costi. Perché, perdonatemi per una volta, no, non va bene retrocedere, ma in un certo modo. Non dobbiamo retrocedere per nessun motivo! E lo si fa stando uniti nell'unione, tanto il reparto difensivo quanto la squadra. AVANTI SAMPDORIA!