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Sensibile alla festa per Paolo Mantovani: "Non ci sentivamo scarsi dopo il Sassuolo, non ci sentiamo fenomeni dopo Ascoli"TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
mercoledì 19 ottobre 2011, 07:05News Doria
di Filippo Montelatici
per Sampdorianews.net

Sensibile alla festa per Paolo Mantovani: "Non ci sentivamo scarsi dopo il Sassuolo, non ci sentiamo fenomeni dopo Ascoli"

Sampdorianews.net ha seguito l'evento dal vivo.

Pasquale Sensibile, Direttore Sportivo della Sampdoria, intervenuto alla festa per il 18esimo anniversario della scomparsa dell'indimenticato presidente blucerchiato Paolo Mantovani, ha voluto ricordarlo così: "Siamo qui per rendere merito e onore al presidente che ha fatto la storia della società blucerchiata. Per me è stato motivo di grandissimo orgoglio in estate, essere stato chiamato e poi scelto dalla  famiglia Garrone. Fin da ragazzino, guardavo queste meravigliose maglie, questo club a capo del quale c'era Paolo Mantovani. C'era mister Boskov, c'erano tanti campioni, la Sampdoria insidiava le cosiddette grandi. Per me essere qui oggi è motivo di grandissimo orgoglio. E' motivo di vanto poter lavorare per contribuire al ritorno della Sampdoria nella categoria che più le compete".

Sensibile ha parlato anche della "sindrome di Marassi", che, stando ai soli 6 punti conquistati tra le mura amiche, sembra condizionare le prestazioni blucerchiate: "Parlare di uno stadio che l'85% delle società italiane ci invidiano, come di un problema, mi sembra fuori luogo, e neanche tanto onesto verso noi stessa noi. Abbiamo avuto problemi di natura tattica, legati al fatto che, in casa nostra, le squadre che vengono ad affrontarci, Torino compreso, vengono con un atteggiamento tattico molto prudente, forse troppo. La nostra gente è uno stimolo, la nostra gente è un motore, non dev'essere certo un freno".

Riguardo l'identità di squadra, che, dalla partita con l'Ascoli, i blucerchiati sembrano avere ritrovato, ha dichiarato: "La Sampdoria l'identità l'ha sempre avuta. Noi siamo partiti con un allenatore che fin da subito aveva detto di voler impostare una difesa a tre. Prima di perfezionare l'acquisizione di Pasquale Foggia, ho condiviso con lui l'eventuale disponibilità di passare alla difesa a quattro, avendo, in Semioli e Foggia, degli esterni che imponevano il passaggio al 4-4-2. Gianluca Atzori, da persona intelligente quale è, ha detto di non essere schiavo dei moduli, ma semmai sono i moduli che lo devono far vincere. Abbiamo condiviso l'acquisto di Foggia, e abbiamo sempre giocato con il 4-4-2".

Sensibile ha definito "chiacchiericcio eccessivo",  le critiche mosse al tecnico Atzori, dopo la discussa scelta del cambio di modulo contro il Sassuolo, scelta che il D.S. ha giustificato con queste argomentazioni: " Dopo la partita di Verona ci siamo resi conto che Padalino e Foggia erano indisponibili, Semioli aveva giocato 90 minuti col Torino e quasi 90 minuti col Verona. Avendo esterni non al top della condizione, abbiamo pensato di giocare con un modulo che può essere messo in pratica tranquillamente. Quel giono siamo incappati in una prova infelice contro una buona squadra organizzata. Non ci sentivamo scarsi dopo il Sassuolo, non ci sentiamo fenomeni dopo Ascoli".

Partita, quella contro i bianconeri, che potrebbe aver sancito la definitiva svolta: "La vittoria con l'Ascoli non è stata casuale, è stata sofferta. Nel primo tempo è stata una brutta partita, nel secondo tempo ci siamo svegliati solo dopo il gol dell'Ascoli. La nostra reazione non è stata un grandissimo esempio di gioco organizzato e spumeggiante, ma sicuramente di grande forza di volontà e di coesione, come dimostra l'esultanza nel gol decisivo. Questa squadra ha dimostrato di avere cuore, volontà ed equilibrio. Con i tre punti in più si lavora più sereni".

Rispondendo  alla domanda se sia possibile praticare un bel calcio nella serie cadetta, Sensibile ha risposto senza risparmiare una velata critica al tecnico marchigiano Castori, che al termine della partita, aveva definito i blucerchiati "squadra di morti": "Il bel gioco in serie B esiste, noi stiamo facendo fatica a proporlo. Ad Ascoli non ho visto una solo parata di Romero, nonostante qualcuno ad Ascoli sostenga che abbiamo rubato la partita. Non ho visto il gioco spumeggiante  del Torino nella notte di Marassi, mi  ricordo piuttosto di un primo tempo in cui abbiamo messo sotto il Torino e un secondo tempo in cui il Torino, in maniera molto cinica, ha approfittato di alcune nostre gestioni  di situazioni sbagliate. Si può vincere anche attraverso il bel gioco, ma in questa categoria non sempre è semplice, perchè credo che per poter proporre il bel gioco si debba essere in due, sempre".

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