Sampdoria Club "Mugnaini": commozione a Rivarolo nel ricordo di Paolo Mantovani
"Una giornata che potrebbe essere molto triste per noi, diventa poi un bellissimo appuntamento". E' con queste parole che Ludovica Mantovani esprime l'emozione che prova nel ricordare suo padre insieme ai tifosi sampdoriani. Il club "Gloriano Mugnaini", come ormai da tradizione, festeggia Paolo Mantovani, grande presidente, ma soprattutto grande uomo.
A rendergli onore, nel 18esimo anniversario della sua morte, sono accorsi il D.S. della Samp Pasquale Sensibile, i calciatori Gastaldello e Da Costa, oltre al sindaco Marta Vincenzi, l'assessore Vassallo e la martellista Silvia Salis.
Sono le ore 18.00 e ormai la sala del teatro Albatros di Rivarolo è gremita. C'è un gran via vai, i bambini non stanno più nella pelle, a stento riescono a stare seduti. Tutti guardano verso l'ingresso della sala: stanno aspettando i calciatori. Saranno loro a premiare i piccoli vincitori del concorso "Omaggio a Paolo Mantovani", manifestazione indirizzata a giovani e giovanissimi studenti che, come ricorda la figlia Ludovica: "non si lega soltanto al calcio, ma a tutti quei concetti e valori più importanti nello sport, che nostro padre portava avanti".
Finalmente si inizia. A prendere per primo la parola è Maurizio Lavagna, presidente del club "Mugnaini", il quale, insieme a Marco Bisacchi di Radio Babboleo, ricopre il ruolo di presentatore. Gli ospiti, chiamati a premiare i bambini delle scuole, oltre al compito "istituzionale", devono anche impegnarsi nell'arginare l'entusiasmo dirompente dei giovani partecipanti. Il più vivace della compagnia, addirittura riesce a salire sul palco e ad accomodarsi tra i suoi idoli Da Costa e Gastaldello, con cui, senza nessuna soggezione, entra subito in sintonia.
Anche Silvia Salis, atleta olimpionica e tifosissima sampdoriana, ricorda Paolo Mantovani con grande affetto: "Uno dei primi ricordi che ho allo stadio, è stato quando mio padre mi ha accompagnato alla commemorazione della morte del presidente. E' stato un momento bellissimo. I ricordi dello scudetto sono un pò confusi, avendo solo 26 anni, però sono cresciuta col mito del presidente, perchè mio padre me ne ha sempre parlato, e ho sempre ammirato questa sua umanità anche nei rapporti con gente di ogni ceto sociale e di ogni provenienza. Davvero una persona stupenda".
Sono tanti gli attestati di stima verso l'indimenticato presidente: si alternano sul palco il sindaco Vincenzi, l'assessore Vassallo, Enrico Colantuoni. Le loro parole commuovono profondamente la platea, ma soprattutto la figlia Ludovica. La sua voce nei ringraziamenti è spesso rotta dal pianto, le sue parole interrotte da applausi di un pubblico che la vede ancora come la ragazza di diciotto anni fa. Con applausi scroscianti, pieni d'affetto, il pubblico le vuole togliere dal cuore il ricordo di una ferita che ancora fa male, rimarginata in gran parte dalla luminosissima scia di ammirazione che quel grande personaggio che era suo padre, ha lasciato dietro di sè abbandonando questo mondo.


