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tmw / sampdoria / News Doria
Fiducia condizionata, poi basta esperimenti...TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 4 novembre 2011, 08:50News Doria
di Niccolò Bagnoli
per Sampdorianews.net

Fiducia condizionata, poi basta esperimenti...

Una delle leggi non scritte nel gioco del calcio è: se una squadra non gira, il primo a pagare è l’allenatore. Un’altra legge non scritta ma, a volte, da seguire è: una vittoria tira su il morale ma non risolve i problemi.

Ecco, entrambe le suddette affermazioni al momento si possono cucire addosso alla Sampdoria: il tecnico blucerchiato Gianluca Atzori non è riuscito né a dare un gioco alla squadra, né sembra aver capito, tra i 29 giocatori a disposizione, su chi poter effettivamente puntare sempre, salvo rare eccezioni (su tutti Bertani, al quale gioverebbe un po’ di riposo), e per questo è a rischio; contro il Crotone tuttavia sono arrivati i 3 punti e un buon secondo tempo. La Samp è guarita?

No, ma intanto siamo tornati a sorridere. I problemi però sono sempre lì dietro l’angolo, e guai a ritenersi a posto soltanto perché ora in zona playoff siamo da soli. Lunedì c’è il Brescia, che in questo momento è forse la squadra peggiore da affrontare: primo perché i ragazzi di Scienza hanno qualità (ma qui non bisogna temere niente: in B più del Doria non ne ha nessuno), secondo perché vengono da cinque ko consecutivi e le sconfitte sono come la pioggia, non durano per sempre, e terzo perché le Rondinelle possono contare su un tifo di un certo peso. Dunque in guardia, la Samp è nelle mani di Atzori e della sua giovane truppa.

Purtroppo la sensazione, anche martedì con il Crotone, è che l’uomo di Collepardo abbia avuto un po’ di confusione nel buttare giù la formazione. Obiang, migliore in campo e inspiegabilmente tenuto ai margini per diverse partite a vantaggio di un Bentivoglio che in quanto a benvolere ha avuto finora solo il cognome, e Soriano assieme dall’inizio sono stati un rischio. Che ha pagato, perché la cerniera a centrocampo ha retto, ma pur sempre un rischio.

E per quanto felice abbia reso il pubblico, sottoscritto compreso, l’impiego dal primo minuto di Bruno Fornaroli, questo è stato un vero azzardo: El Tuna fino a qui era stato utilizzato più per impedire che la polvere si posasse su un seggiolino in panchina o in tribuna piuttosto che per dare il proprio contributo, e per quanto bene abbia giocato comunque la sua presenza dall’inizio, con Maccarone in panchina, ha dato l’idea della confusione che regna nella testa del tecnico. Che per di più sembra avere adesso tra le mani anche un caso spinoso da affrontare, relativo a capitan Palombo, escluso contro i calabresi.

Adesso però non è il momento dei processi (frase dell’anno del 2011 blucerchiato tra il rocambolesco addio a Cassano prima e Pazzini poi, la scelta di Cavasin al posto di Di Carlo e la retrocessione) né tanto meno degli schieramenti. Là davanti corrono, e bisogna correre anche noi. La panchina di Atzori, checché ne dica qualcuno, è tutt’altro che salda, perché non bastano 45 minuti buoni con il Crotone per cancellare le ultime brutte prestazioni. Se la giocherà nuovamente con il Brescia, e se i blucerchiati cadranno ancora nell’involuzione di gioco, certi discorsi potrebbero tornare d’attualità.

Se così fosse, a Garrone e soci chiediamo solo una cosa: basta con gli esperimenti e puntare forte su un pezzo grosso per risalire la china. Perché di questo passo a fare la fine del Torino, da tre anni in cadetteria, del Genoa, decaduto per la bellezza di dodici tornei dal ’95 alla risalita del 2007, o, per chi non se lo ricorda, del Doria stesso, quattro anni di B dal ’99 al 2003, è un attimo.
 

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