Obiang su Pea: "Per me è stato un maestro"
Match vitale, come ogni altro da qui alla fine del campionato, quello che attende la Sampdoria domani a Modena contro la sorpresa Sassuolo, guidata dal tecnico del triplete della Primavera blucerchiata di qualche anno fa, Fulvio Pea.
Della Samp targata Pea, ben cinque fanno parte oggi della squadra di Beppe Iachini: in rigoroso ordine alfabetico Vincenzo Fiorillo, Nenad Kristicic, Pedro Obiang, Jonathan Rossini e Roberto Soriano.
Di questi la sorpresa principale quest’anno per il team blucerchiato è certamente Obiang, lo spagnolo di origine guineana che, partito Angelo Palombo, ha preso con sicurezza e personalità, a soli 19 anni, le chiavi del centrocampo sampdoriano.
Ed è lui, sull’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, a parlare di quanto sia stato importante Pea per la sua crescita: “Per me è stato un maestro. Mi ha imposto un grande lavoro fisico e ha preteso che cambiassi atteggiamento. E’ stato molto duro, ma era quello che mi serviva arrivando da una realtà diversa come l’Atletico Madrid. Io con lui non giocavo, Soriano gli dava più garanzie, anche se lo faceva diventare matto, visto che non capiva nulla: parlava solo tedesco e napoletano”.
Sulla partita di domani, ancora l’Obiang-pensiero: “Ci sentiamo pronti, anche se sappiamo con quanta cura Pea prepara le partite, come riesca a far rendere tutti al massimo assegnando compiti precisi e non ammettendo sgarri. Noi, però, inseguiamo un posto nei playoff e non possiamo permetterci passi falsi”.


