SAMPDORIA MOMENT: Lopez esce dal campo a testa alta, almeno lui
Una giornata del genere sarà difficile da dimenticare in particolare per Maxi Lopez. Sampdoria – Inter è arrivata dopo una settimana ricca di tweet polemici, discussioni, provocazioni, un qualcosa che nulla c'entra con il calcio, ma riguarda esclusivamente la vita quotidiana, la sfera privata. Al giorno d'oggi spesso e volentieri la privacy rappresenta un lusso e non più un diritto, l'amicizia si rivela un valore calpestato e tradito, ognuno si fa gli affari altrui e talvolta sono le persone più indifese e innocenti a rimetterci.
Maxi, dal momento in cui è sceso in campo, ha esattamente fatto quello che si sentiva; dal non dare la mano all'ex e presunto amico alla decisione di battere il rigore, ma purtroppo né lui, né tutta la Sampdoria avevano fatto i conti con un Handanovic in versione fenomeno, tornando quello ammirato all'Udinese e spazzando via gli ultimi mesi caratterizzati da incertezze difficili da immaginare. Il n°7 doriano ha mantenuto la calma, ha contenuto la propria rabbia, mettendo la propria carica agonistica esclusivamente al servizio della squadra.
Non soltanto il rigore sbagliato, ma una partita ricca di duelli fisici con Samuel & company, numerose palle conquistate, diversi falli subiti, un paio di conclusioni sulle quali le mani di Handanovic sono sempre arrivate, soffocando la nostra voglia di gonfiare la rete. Una volta subito il tris interista l'attaccante argentino è stato il primo a non gettare la spugna, andando subito alla ricerca del goal della bandiera, della rete che teoricamente avrebbe potuto riaprire il match, ma la sfera è terminata a lato, a fil di palo.
Oggi, domani e per giorni le cronache calcistiche parleranno di Icardi autore di una doppietta, del rigore sbagliato da Lopez e della vittoria interista, accantonando l'ottima reazione della Sampdoria capace di sfiorare in 10 il pari in almeno quattro occasioni. Oggi Maxi ha però vinto mille volte come uomo e giocatore blucerchiato, vivendo una settimana complicata a livello personale, ma dando il massimo in campo, non perdendo la bussola e non arrendendosi nemmeno alle parate di Handanovic. Esce dal campo a testa alta, almeno lui.


