Caroli: "Riempire gli stadi? L'espressione inglese match-day deve valere anche da noi"
Per parlare della situazione degli stadi in Italia e del numero di tifosi che va via via sempre diminuendo, Tuttosport ha contattato il Direttore Marketing della Sampdoria Marco Caroli.
Di cosa c'è bisogno per non perdere i tifosi?
"I punti sono essenzialmente tre. Le politiche di prezzo. Per volere della famiglia Garrone, il costo dei biglietti della Sampdoria è calmierato da anni. Ed è essenziale studiare formule famiglia, ad esempio un abbonamento per genitori e figlio a 300 euro. Poi è indisipensabile migliorare l'accoglienza allo stadio".
E' possibile farlo nonostante le difficoltà a costruire nuovi impianti?
"Sì, è necessario altrimenti la questione degli ostacoli a costruire nuovi stadi rischia di diventare un alibi. Se non possiamo intervenire sull'hardware, facciamolo almeno sul software. In Italia siamo abbastanza avanti con la ricezione dei tifosi vip: aree hospitality e sky-box. Ma bisogna fare di più per gli spettatori degli altri settori".
In che modo?
"Migliorare la pulizia, imbiancare i muri scrostati, fare le controsoffittature, aumentare il numero dei bar e rendere più decenti i bagni. Secono una ricerca, molte donne non vanno allo stadio per le pessime condizioni dei bagni. Ma serve anche una svolta cultuale".
Di che tipo?
"L'espressione inglese match-day deve valere anche da noi. L'esperienza della partita deve durare tutta la giornata, non solo il tempo dei 90'. Alcuni tifosi possono visitare gli spogliatori prima e dopo l'inizio, altri pranzano al Village e tutti devono sentirsi partecipe di una filosofia, nel nostro caso quella della Sampdoria, a prescindere dai risultati. E durante la settimana i tifosi vanno coinvolti con l'uso dei social network".


