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tmw / sampdoria / News Doria
Okaka: “Alla Sampdoria ho trovato la mia dimensione, in me è cambiata la fiducia”TUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
sabato 29 novembre 2014, 15:40News Doria
di Andrea Colucci
per Sampdorianews.net

Okaka: “Alla Sampdoria ho trovato la mia dimensione, in me è cambiata la fiducia”

Stefano Okaka dal suo arrivo alla Sampdoria ha visto il suo mondo cambiare.

Da eterna promessa mai sbocciata, a uomo copertina della formazione blucerchiata guidata da Sinisa Mihajlovic.

A due giorni dalla sfida d’alta classifica tra Samp e Napoli, il centravanti doriano è intervenuto sulle frequenze di Radio Deejay all'interno della trasmissione 'Deejay Football Club', on air all'ora di pranzo, programma condotto da Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni, affiancati per l'occasione dall'ex doriano Walter Zenga.

Ecco di seguito le parole di Okaka raccolte dal sito ufficiale blucerchiato sampdoria.it:

“Alla Sampdoria ho trovato la mia dimensione e Mihajlovic è stato fondamentale. Venivo da un situazione in cui non giocavo, lui però mi ha subito preso da parte e mi ha detto di tornare a fare ciò che ero in grado di fare. Mi ha dato fiducia, e per me è stato un colpo di fortuna.

Sapevo di poter fare quello che sto facendo adesso, solo che a diciassette o diciotto anni non è facile giocare in una grande e essere protagonista: non riesci a fare sul campo quello che vorresti. Poi però con il tempo maturi, ed è quello che è successo a me.

Ora mi sono richiesti movimenti più adatti a me, ma ciò che è cambiato maggiormente è la fiducia: se sei convinto dei tuoi mezzi puoi fare tutto. Io ora ho l'ottanta per cento di sicurezza dei miei mezzi, prima, da ragazzino, ne avevo il venti e quindi usavo solo quella piccola percentuale.

Errori ne ho fatti anche io, perché quando sei giovane e ti è fatta richiesta di comportarti da trentenne non è semplice. E questo non mi ha avvantaggiato. Quando sei in un contesto in cui hai tutto, è più facile sbagliare. Troppa gente comunque pensa che quando uno si fa vedere sin da diciassettenne debba poi fare il boom, ma il boom appartiene ai Messi ai Ronaldo e pochi altri.

Naturalizzazione? Io sono nato in Italia e cresciuto in Italia, per cui mi sarei trovato fuori posto in Nigeria: non conosco la lingua né la cultura. Al contrario, se non fossi nato qui, farei grande fatica a vestire la maglia azzurra. In Nazionale devi giocare con qualcosa dentro il cuore: cantare l'inno ma essere estraneo alla cultura è un po' forzato”.