SAMPDORIA MOMENT: Eder si carica la squadra sulle spalle
Non nascondo che stasera l'approccio dei blucerchiati alla gara non sia stato dei migliori. Ci si aspettava un inizio arrembante sull'onda degli ottimi risultati precedenti e andando ad evidenziare le carenze rossonere in termini di copertura difensiva e dinamismo a centrocampo. E invece si è giocato a ritmi lenti e compassati per metà della prima frazione, subendo lo svantaggio su un gran goal di El Shaarawy e andando in difficoltà su ogni percussione.
Nel momento di maggiore difficoltà Eder si è caricato la squadra sulle spalle, riuscendo ad alzare il baricentro con le sue accelerazioni, andando ad infastidire i possessori di palla e a prendersi palla a centrocampo. Non a caso la Sampdoria si rende per la prima volta pericolosa in fase offensiva proprio grazie alla giocata dell'ex bresciano, Diego Lopez è costretto agli straordinari, allungandosi al massimo per togliere la sfera dall'angolino più lontano sul diagonale del brasiliano da posizione assai defilata. Solo corner per la Sampdoria, ma da quel momento è partita la riscossa blucerchiata.
Gli uomini di Mihajlovic hanno ripreso fiducia nei propri mezzi, hanno alzato la linea difensiva, riprendendo a fare gioco e a creare occasioni da rete. Eder risulta insostituibile nello scacchiere blucerchiato, non soltanto per i goal, le fughe e il lavoro di copertura in supporto ai centrocampisti, ma per la personalità, il cuore, la grinta, qualità imprescindibili per un professionista, un uomo squadra, un uomo spogliatoio.
Quella palla goal ha dato la scossa all'intera squadra, fino a quel momento quasi in soggezione e timorosa dinanzi ai fraseggi rossoneri e ad un attacco privo di punti di riferimento. Nel gennaio 2011 Iachini lo chiese espressamente senza stancarsi, ritenendolo un elemento in grado di assicurare il salto di qualità all'11 doriano. E aveva ragione, un lusso tra i cadetti, determinante nella massima serie. Da quando è arrivato in blucerchiato il brasiliano è cresciuto notevolmente sotto il profilo tattico, i mezzi tecnici li ha sempre avuti, ma ha trovato quella continuità e quella vena realizzativa indispensabili per diventare un attaccante di primo piano a livello nazionale.


